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Fuga in scooter ai Quartieri Spagnoli: il fratello rompe il silenzio e svela la verità
In via Lungo Gelso, cuore pulsante dei Quartieri Spagnoli, la tensione è palpabile. Gennaro Errico, un nome che rimbalza tra sguardi indignati e lamentele, è al centro di una controversa vicenda: in sella a uno scooter, ha investito una donna mentre cercava di sfuggire a una pattuglia di polizia. La comunità si divide. Soprattutto, il fratello Ernesto si batte per difenderne l’immagine.
“Non è un criminale”, afferma con una risolutezza che risuona tra i tavoli del suo bar. Sì, Gennaro ha trascorso 13 anni in carcere per concorso in omicidio, ma Ernesto insiste: “C’è una revisione del processo in corso. È innocente.”. Quest’ultima affermazione è sparata come un colpo, lasciando i presenti in un silenzio carico di dubbi.
Ma perché fuggire? Secondo Ernesto, il fratello si sente braccato, “perseguitato dalla polizia municipale”. Sabato sera, dopo l’incidente, Gennaro si è seduto al bar di via d’Afflitto, ridendo e chiacchierando con amici, testimoni che potrebbero smentire l’immagine di un uomo in fuga. “Ho le videocamere di sicurezza, possono confermare che non era irreperibile”, aggiunge, lo sguardo che si fa sempre più intenso.
E a proposito dello scooter, non è stato Gennaro a scappare da quello, afferma forte e chiaro, ma sono loro a averlo consegnato alle autorità, per sottolineare che non hanno nulla da nascondere. “La donna investita sta bene e non ha sporto denuncia. Chiediamo solo che mio fratello possa lavorare senza assilli”, conclude, il tono che vibra di urgenza.
La città osserva, si interroga. Cosa succederà adesso? Gennaro avrà la possibilità di ricostruirsi una vita? O rimarrà intrappolato in un’etichetta che pare impossibile da scrollarsi di dosso? I Quartieri Spagnoli, con le loro storie di vita e lotta, restano sul filo del rasoio tra giustizia e pregiudizio.
