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Epatite A al Lago Fusaro: 7 campioni infetti bloccano il commercio delle cozze, allerta massimo
Sette campioni positivi al virus dell’Epatite A hanno fermato le cozze del Lago Fusaro, destinate a tavola per il palato di Napoli. La notizia si diffonde come un fulmine, accendendo il dibattito in città. Il Lago Fusaro è famoso per la sua produzione mitilicoltura, che ora corre il rischio di subire perdite pesanti.
“Abbiamo riscontrato una presenza significativa del patogeno,” ha dichiarato Giuseppe Iovane, direttore dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. “La chiusura del commercio delle cozze è un provvedimento necessario per salvaguardare la salute pubblica.” I numeri parlano chiaro: su 57 campionamenti effettuati dall’ASL di Napoli tra il 31 marzo e il 1 aprile, sette sono risultati positivi. Un aumento preoccupante rispetto ai pochi casi riscontrati nei mesi precedenti.
La filiera dell’allevamento, storicamente robusta e ben radicata nel territorio flegreo, è ora in ginocchio: si stimano danni per circa 300mila euro. “Gli allevatori non hanno colpe,” aggiunge Iovane, “ma la situazione è critica.” Da Bacoli, i produttori avvertono il colpo, la tensione si taglia con un coltello.
Nei decenni, le cozze del Lago Fusaro hanno raccontato storie di passione e tradizione, ma oggi il clima è teso. Le istituzioni sanitarie hanno già emesso avvisi, vietando il consumo di frutti di mare crudi. Anche Napoli ha fatto la sua parte, emanando un’ordinanza per tutelare la salute pubblica, mentre si aspetta un intervento della Regione Campania.
Stando ai rapporti dell’ospedale Cotugno, i ricoveri per Epatite A sono in calo, ma il pericolo è tutt’altro che scampato. “Attenzione a come si consumano i mitili,” avvertono gli esperti. “È fondamentale che siano ben cotti e tracciabili.”
Ma cosa accadrà al Lago Fusaro? La decisione di chiudere l’area è stata un passo necessario, ma non è il solo. C’è un’aria di attesa pesante, con lo spettro di una possibile distruzione delle cozze già presenti nel lago. La comunità scossa è in cerca di risposte, ma le istituzioni devono ancora decidere.
E mentre il dibattito infuria tra ristoratori e allevatori, il futuro delle cozze del Lago Fusaro resta avvolto nel mistero. I cittadini, nel frattempo, sono invitati a un consumo consapevole e a non lasciarsi ingannare da venditori abusivi. Le tensioni sono palpabili e Napoli continua a vigilare: che futuro attende un’eccellenza gastronomica così amata?
