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Emergenza a Capaccio Paestum: sigilli all’azienda bufalina nel caos ambientale
Capaccio Paestum, l’area della bellezza e della tradizione, torna sotto i riflettori. Questa volta, però, non per le meraviglie archeologiche, ma per un’operazione che ha scosso le coscienze: un’azienda bufalina è stata messa sotto sequestro per gravi irregolarità ambientali.
L’azione, voluta con determinazione dal sindaco Gaetano Paolino, ha visto la Polizia Locale in prima linea, affiancata dalle Guardie del WWF e dai volontari del N.O.E.T.A.A. È un blitz che mostra quanto il territorio sia vulnerabile ma anche quanto si stia lottando per proteggerlo. “Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a chi danneggia l’ambiente”, ha dichiarato il comandante Antonio Rinaldi, quasi a voler sottolineare la fermezza della giunta rispetto a questa battaglia.
L’ispezione, che ha riguardato un’area di ben 10.000 metri quadrati, ha svelato una realtà allarmante: vasche stracolme, paddock non conformi e un sistema di smaltimento dei liquami a dir poco disastroso. Un quadro certamente preoccupante, che ha fatto emergere un pericolo serissimo per le falde acquifere, già minacciate da un pericoloso inquinamento.
Ma quale sarà il futuro di queste terre ordinate da millenni di agricoltura e passione? Gli inquirenti parlano di gestione illecita di rifiuti e scarichi abusivi. Due legali rappresentanti e la società stessa sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Salerno. Ma il vero nodo da sciogliere resta: cosa succederà ora, e saranno davvero sufficienti questi interventi per tutelare un patrimonio ambientale e culturale così prezioso?
La linea della “tolleranza zero” tracciata dall’amministrazione comunale sembra chiara, ma i cittadini si chiedono se sarà sufficiente a garantire un futuro sostenibile per Capaccio Paestum e l’intera area. La lotta per la salute del territorio è iniziata, ma molti interrogativi restano ancora aperti.
