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Da Napoli a Savona, truffa choc: 85enne raggirata senza pietà
Da Napoli a Savona: il falso carabiniere che ha terrorizzato un’85enne
Una telefonata maledetta. Si finge carabiniere, spaventa a morte una nonna di 85 anni. E il truffatore? Un 50enne partenopeo, beccato dai carabinieri in provincia di Savona.
Tutto parte da Napoli. Lui, un volto noto nelle pieghe grigie della città, usa lo “spoofing”: il numero sul display della vittima mostra davvero la scritta “Carabinieri”. Urgenza in voce. “Signora, suo figlio è nei guai. Ha investito un poliziotto. Servono soldi subito, contanti”.
L’anziana trema. Vive sola, nel timore quotidiano di una metropoli che non perdona. Corre in banca. Porta via 8mila euro. Li lascia in un sacchetto, sotto un albero convenuto. Il malvivente si precipita, arraffa tutto.
Ma i carabinieri non dormono. Tracciano la chiamata. Lo intercettano mentre guida verso ponente, con l’auto carica di sospetti. Manette click. Arresto sul colpo.
“Abbiamo bloccato sul nascere una banda pericolosa, queste truffe agli anziani seminano terrore nelle famiglie”, dice il capitano dei carabinieri di Savona, al termine dell’operazione.
Napoli pulsa di rabbia. Quartieri come Secondigliano o i vicoli del centro brulicano di voci: “Quanti ne ha fregati prima?”. La tecnica del falso carabiniere è un incubo ricorrente, qui al Sud. Spoofing, complice invisibile che maschera il chiamante.
L’uomo è in cella. Ma i soldi? Spariti nel nulla. E le altre nonne di Napoli, quante telefonate attendono stasera? Chi le proteggerà davvero?
