Editoriale
Colpo choc dei napoletani a Reggio Emilia: furto farmaci oncologici Ausl, 6 arresti
Raid nei magazzini dell’ospedale di Reggio Emilia: sei napoletani in manette per un furto da brividi di farmaci oncologici che valgono migliaia di euro a scatola.
La Polizia di Stato ha smantellato la banda. Colpi mirati nei depositi dell’Ausl. Solo medicinali per terapie tumorali e trapianti. Niente di meno.
La Squadra Mobile, guidata dalla Procura di Calogero Gaetano Paci, ha chiuso il cerchio dopo mesi di pedinamenti. Sei arresti per furto aggravato e ricettazione. Tutti con radici nel Napoletano, quel mondo di strade affollate e ombre lunghe dove nascono queste trasferte criminali.
Operavano come orologi svizzeri. Sopralluoghi di giorno, raid di notte. Punti deboli dei cancelli, turni delle guardie. Farmaci spariti in un lampo, destinati a chissà quale mercato nero.
“Li abbiamo sorpresi con le mani nel sacco, scatole di immunosoppressori pronte per la fuga”, racconta un investigatore della Mobile, la voce ancora tesa per l’irruzione.
Non è un caso isolato. Ricorda i furti in Calabria, milioni svaniti da farmacie ospedaliere. Bande che scelgono solo l’oro: confezioni da 10mila euro l’una. E Reggio? Colpita al cuore, proprio dove la gente lotta contro il cancro.
Da Napoli a qui, centinaia di chilometri per un bottino che salva vite. Precedenti penali per furti, ombre su ricettatori. Gli inquirenti scavano: collegamenti con altri colpi al Nord? Canali per rivendere all’estero?
La rete è più grande? O era solo una squadriglia autonoma? I sei tacciono. Reggio trema, Napoli osserva. E se il prossimo raid fosse già in programma?
