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Caos totale Napoli-Salerno: pendolari in rivolta dopo un mese di chiusura
Linea Napoli-Salerno bloccata un mese: pendolari in rivolta, il caos è già nell’aria.
A Napoli San Giovanni-Barra, il treno per Salerno si ferma di netto. Dalle 23 del 9 maggio alle 6 del 29 giugno, la linea via Cava Hofman chiude i battenti per lavori di potenziamento tecnologico. Oltre un mese senza rotaie, e i pendolari già urlano.
Migliaia di lavoratori e studenti, da Barra a Portici, da Ercolano a Salerno, si preparano al peggio. Bus sostitutivi? Pochi, affollati, lenti nel traffico infernale della tangenziale.
“Non ce la facciamo più, è un incubo quotidiano!”, sbotta Antonio Esposito, operaio di 45 anni che ogni giorno macina 40 chilometri tra casa e fabbrica. “Già ora i treni sono un calvario, figuriamoci senza”.
Le Ferrovie dello Stato annunciano deviazioni e potenziamenti, ma a terra è panico. Nei bar di Barra, nei vicoli di San Giovanni a Teduccio, si parla solo di questo. Il Vesuvio borbotta, il traffico esplode, Napoli trattiene il fiato.
Quartieri storicamente penalizzati ora sotto torchio. Mamme con figli che perdono l’autobus scolastico, commercianti che vedono calare gli affari. Urgenza palpabile: la città non può permettersi un altro intoppo.
I sindaci dei Comuni interessati tuonano riunioni d’emergenza. Proteste spontanee si annusano già tra i gruppi Facebook dei pendolari. E i lavori? Partiranno davvero senza slittamenti?
Napoli guarda il binario morto. Resisterà o esploderà?
