Napoli – Un lieve tremore ha di nuovo scosso l’area dei Campi Flegrei. Alle 16.48, una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 ha fatto vibrare i cuori dei napoletani, facendo tornare a galla ansie e paure che sembravano sopite. Nessun danno segnalato, ma l’aria è tesa. Le autorità rimangono in stato di allerta.
Cristina, una residente di Pozzuoli che abita vicino alla Solfatara, racconta: “Ho sentito la terra muoversi, è stato inquietante. In un attimo, tutta la mia famiglia era in piedi, pronti a scappare.” La scossa, parte di uno sciame sismico che è iniziato nel primo pomeriggio, è stata avvertita in modo acuto dalla popolazione. Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i fenomeni registrati finora sono tutti superficiali, e questo aumenta il senso di vulnerabilità.
Il detto “la terra sotto ai piedi” torna a echeggiare nelle conversazioni tra le persone. L’epicentro si trova a una profondità compresa tra 0,9 e 1 chilometro, un segnale inquietante che questi eventi rientrano nel processo di bradisismo che affligge da tempo l’area flegrea. L’attenzione è palpabile.
Nel pomeriggio, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato un Centro di coordinamento soccorsi per monitorare la situazione. I sindaci delle città coinvolte rassicurano: “Non ci sono criticità”. Tuttavia, le squadre tecniche della Città Metropolitana si sono attivate per verificare la viabilità, controllando anche gli edifici scolastici. Un’iniziativa prudente ma necessaria.
E mentre i vigili del fuoco e il 118 non segnalano richieste di soccorso dirette legate alla scossa, il panico si fa sentire. “Abbiamo assistito alcune persone che si sono spaventate,” conferma un agente delle forze dell’ordine. La Protezione civile è al lavoro, collaborando con enti locali e strutture operative per seguire l’evolversi della situazione.
Lo sciame sismico, che ha avuto inizio alle 15.08, continua a farsi sentire. Gli esperti monitorano la zona costantemente, ma attualmente non emergono situazioni critiche. La tensione però rimane alta. Che cosa ci riserverà il futuro? I napoletani aspettano con il fiato sospeso, in un’attesa che sembra non volgere a termine. Il timore dell’ignoto aleggia tra le strade, e la comunità è più attenta che mai.