Ultime Notizie
Allerta a Capodichino: chiusura terminal e nuovi progetti scuotono l’aeroporto di Napoli
«La lotta per il futuro degli aeroporti campani ha un nuovo capitolo». Così ha esordito Roberto Barbieri, amministratore delegato di Gesac, durante l’incontro che si è tenuto nei giorni scorsi nell’aeroporto di Capodichino. Napoli, cuore pulsante del Sud, è in attesa di un piano da 200 milioni di euro in cinque anni, destinato a rivoluzionare Capodichino e a trasformarlo in uno dei migliori City Airport d’Europa. Ma la questione non riguarda solo il capoluogo. Salerno punta a emergere con il suo scalo, Pontecagnano Costa d’Amalfi. Un’operazione che potrebbe segnare un cambiamento radicale nell’assetto degli aeroporti campani.
La gente attende con ansia le novità, vista l’enfasi sugli investimenti e le nuove infrastrutture. «Questo è solo l’inizio», ha commentato un tecnico del settore, sottolineando l’importanza di risposta tempestiva da parte delle istituzioni locali. «Se non agiamo ora, rischiamo di perdere l’ennesima occasione». Ma le parole sembrano non bastare. La situazione resta tesa, e le attese degli operatori turistici sono alte, soprattutto in una città come Napoli, dove ogni piccolo cambiamento può fare la differenza.
Un aspetto cruciale del piano riguarda i lavori di ampliamento. La pista di Capodichino sarà chiusa a novembre 2026 per circa venti giorni, una misura necessaria per garantire operatività future. Una chiusura che scotta, se si considera l’attuale situazione del turismo. “Siamo preoccupati”, ha dichiarato un operatore turistico del Vomero. “Ogni giorno perso è un cliente in meno. Dobbiamo agire per rendere Napoli un vero hub”.
Ma la vera sfida sembra essere la rivalità tra Napoli e Salerno, entrambe in cerca di un’identità nel mare affollato degli aeroporti europei. La Gesac ha lanciato il progetto Aviogold, un’iniziativa che punta a garantire un incremento dei voli a Salerno. “Dobbiamo fare in modo che il nostro scalo non resti indietro”, ha affermato Antonio Ronghi, segretario regionale del Sindacato Fast Confsal. “Ma è fondamentale che ci sia sostegno da parte della Regione Campania”.
Quello che emerge è un mosaico di opportunità, ma anche di incognite. La questione dell’addizionale comunale resta sul tavolo e a questo proposito, l’auspicio è che l’amministrazione si attivi per rimuoverla. Le azioni di marketing territoriale sono già in atto, con un bando da tre milioni che potrebbe ridare linfa al settore, ma è sufficiente? I sindacati hanno avviato una trattativa serrata per garantire non solo la competitività, ma anche la stabilità occupazionale.
Mentre agli impegni di Gesac si sommano le promesse di nuovi collegamenti e miglioramenti infrastrutturali, i cittadini di Napoli e Salerno si domandano: basterà questo per rimanere al passo con le aspettative? I segnali di cambiamento ci sono, ma il futuro rimane incerto. I lavori possono migliorare non solo i servizi, ma anche l’economia locale, o si rischia di assistere a un ennesimo fallimento?
