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Allarme Euro: stop stampa banconote, caos per pagamenti quotidiani
A Napoli, nei vicoli affollati di Forcella, un ambulante al Mercato Centrale strilla: “Questa da 50 euro non vale più niente!”. Panico tra la folla, ma è solo l’ennesimo falso allarme su banconote euro non più stampate.
Succede ogni giorno in città. Le vecchie emissioni della prima serie, quelle dal 2002, girano ancora nei portafogli dei napoletani. Ma la Banca Centrale Europea ha smesso di produrle. Dal 2013 è arrivata la serie Europa, con protezioni anti-falso più toste: ologrammi scintillanti, inchiostri che cambiano colore, filigrane impossibili da copiare.
Perché? I falsari si sono evoluti. A Napoli lo sanno bene, tra i banchi di Poggioreale e i portici di Toledo, dove il denaro passa di mano in mano a ritmi folli. Le nuove banconote resistono meglio all’usura, ai lavaggi improvvisati nelle tasche dei jeans.
I tagli fermati? Cinque, dieci, venti, cinquanta, cento, duecento euro della prima serie. E il500, stoppato del tutto nel 2019. Eppure, attenzione: hanno valore legale. Le spendi al bar, le usi dal fruttivendolo.
“Continuiamo a ritirarle solo se false o deteriorate”, spiega l’ispettore capo della Questura di Napoli, Antonio De Luca, contattato da Cronaca Campania. “Ma i cittadini non devono buttare via nulla. Portatele in banca centrale, le cambiano senza storie”.
Per i napoletani cambia poco. Al Rione Sanità, un tabacchino ci racconta: “Ne vedo arrivare pacchi. La gente le accumula senza sapere”. Commercianti sul chi vive, vigili urbani all’erta nei mercati.
L’urgenza sale. Con l’estate alle porte, turisti e street food amplificano il giro di contanti. Quante di queste banconote vecchie finiranno nei tuoi acquisti quotidiani? E se un falsario le sfrutta per colpire proprio Napoli?
