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Allarme camorra a Napoli: Cassazione blinda carcere per due delle scommesse illegali
Due fratelli di Nola finiscono in gabbia per sempre: la Cassazione ha confermato la custodia cautelare. Sul banco degli imputati, calcioscommesse e mani della camorra del clan Russo.
L’operazione ha squarciato il velo su un giro illecito di scommesse sportive. I due, già noti negli ambienti criminali dell’hinterland napoletano, gestivano il business da Nola, cuore pulsante della zona vesuviana. Appartamenti fatiscenti, bar affollati di scommettitori: qui il clan Russo allungava i tentacoli.
Le indagini partono da pedinamenti serrati dei carabinieri. Intercettazioni che inchiodano: “Partecipazione attiva all’associazione mafiosa”, tuona la sentenza della Suprema Corte. Soldi sporchi dal calcio truccato, finiti nelle casse del gruppo criminale attivo tra Nola e i comuni vicini.
“Erano il motore del racket delle scommesse, legami diretti con i capi clan”, spiega il procuratore aggiunto Raffaele De Lauro ai microfoni degli inquirenti. Un testimone oculare, un ex scommettitore pentito, aggiunge: “Vidi i fratelli trattare partite dal vivo, con la camorra a garantire”.
Napoli trattiene il fiato. Nola, con le sue strade affollate e i vicoli che puzzano di rione, è laboratorio della malavita. Quante partite avvelenate? Quanti soldi girano ancora sottobanco?
Le indagini proseguono. Chi altro è invischiato nel calcioscommesse del clan Russo? La città aspetta risposte, ma il silenzio pesa.
