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Tullio Cotticelli: da Castellammare all’Albo d’Oro, un trionfo che emoziona Napoli
Tullio Cotticelli, un maestro d’arte di 48 anni originario di Castellammare di Stabia, ha raggiunto un traguardo che segna un momento cruciale per la sua carriera: è stato inserito nell’Albo d’Oro dei Maestri Contemporanei. “È un onore che dedico a chi, come me, ha iniziato dal nulla”, dichiara con emozione. Questo riconoscimento, conferito dalla Maisòn D’Art di Padova, non è solo una medaglia sulla sua giacca, ma il coronamento di un viaggio costellato di impegno sociale.
L’opera di Cotticelli è molto più che pigmenti su tela. Al centro della sua missione c’è l’arteterapia, un’iniziativa volta a dare voce a ragazzi con disabilità, che lui preferisce chiamare “diversamente abili”. “L’arte è sempre stata la più grande forma di comunicazione”, racconta Cotticelli, immergendosi nei ricordi di quando tutto è iniziato con semplici disegni. Oggi, i suoi allievi creano murales complessi, trasformando il polistirolo e la pittura in strumenti di gioia.
Il legame con Castellammare è palpabile; la città è la sua musa e il suo rifugio. Nonostante i riconoscimenti, come il Leone d’Oro di Venezia per le Arti Visive e il titolo di Ambasciatore dell’Arte del Mediterraneo, Cotticelli non dimentica le sue radici. “Questa è un’università di vita, che ti insegna a empatizzare con gli ultimi”, spiega. La sua arte vive per dare luce a chi è nell’ombra, denunciando le ingiustizie attraverso colori e forme.
E mentre parla della sua missione, si percepisce l’urgenza del suo messaggio: “Spero di essere ricordato per un’impronta indelebile nella roccia: quella dell’uguaglianza e della voce per chi non ce l’ha”. Napoli lo ascolta, ma la domanda è: riuscirà l’arte a creare un cambiamento duraturo in una società distratta e spesso insensibile? In un mondo che tende a dimenticare, la risposta potrebbe risiedere nei gesti quotidiani di chi, come Cotticelli, continua a lottare per la bellezza, la gioia e la solidarietà.
