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Sorelle ucraine investite a Napoli: il guidatore era sotto effetto di droga
Due vite spezzate in un attimo. Oksana Kotlova e Zhanna Rubakha, rispettivamente di 51 e 57 anni, hanno trovato la morte in un tragico incidente avvenuto la notte del 23 marzo a Napoli, lungo corso Garibaldi. «L’auto è arrivata a velocità folle, non abbiamo potuto far nulla», racconta un testimone, ancora scosso, a pochi passi dal luogo della tragedia.
Il conducente, un 34enne di San Giorgio a Cremano, è stato subito arrestato dalla Polizia Locale. Risultato positivo al test della droga, l’uomo, attualmente agli arresti domiciliari, dovrà rispondere di una violenza inaudita. Il dramma si è consumato mentre le due sorelle, profughe dall’Ucraina, stavano attraversando la strada. Oksana è morta sul colpo; Zhanna, trasportata in gravissime condizioni all’Ospedale del Mare, ha seguito a ruota, portando con sé le speranze di un intero quartiere.
Al momento dell’incidente, il 34enne era al volante di una Mercedes. Una manovra che, secondo le immagini delle telecamere di sicurezza, mostra un’auto che si lancia a folle velocità verso le ignare vittime, sbalzandole a diversi metri. «Non possiamo più ignorare la questione della sicurezza stradale in questa zona», protesta un residente, evidenziando quanto spesso si registrino incidenti simili. La strada, in quel tratto, è stata teatro di troppi episodi drammatici.
Ieri, sul luogo dell’incidente, una folla si è radunata per commemorare le due donne, depongono fiori e fotografie. Un sit-in toccante, ma anche un grido di dolore e di allerta per una comunità che vede consumarsi in un lampo vite già tanto segnate. «Questa tragedia è un simbolo del nostro tempo», afferma un partecipante con rabbia sottile, ma palpabile nell’aria.
La questione si fa sempre più urgente e la rabbia dei cittadini si mescola alla necessità di un cambiamento vero nel controllo delle strade. Quale sarà il prossimo passo per evitare che simili atrocità si ripetano? In un giovane angolo di Napoli, la tensione si alza e la domanda rimane sospesa nell’aria.
