Tre arresti in poco più di un mese, un copione che si ripete tra le strade di Napoli. Protagonista della vicenda è Giovanni Iandoli, 45enne del quartiere Soccavo, già noto alle forze dell’ordine. Fermato dai carabinieri, questa volta ha violato gli arresti domiciliari.
Il primo episodio risale al 31 gennaio, quando, in via Pacifico, Iandoli ha incendiato alcuni cassonetti dei rifiuti. Da lì, per lui è scattata la misura cautelare degli arresti domiciliari, ma il suo comportamento ribelle non si è fermato. Solo un mese dopo, il 2 marzo, i carabinieri lo sorprendono nuovamente in via Marco Aurelio, mentre sfreccia su uno scooter, ignaro di trovarsi ancora sotto restrizione. L’arresto per evasione è stato immediato.
Ma la saga non finisce qui. Ieri, 9 marzo, il 45enne è stato avvistato mentre passeggiava per Soccavo, con tutto il nonchalance di chi non ha paura delle conseguenze. I carabinieri della stazione di Napoli Rione Traiano, attenti e vigili, l’hanno riconosciuto e avvicinato per un controllo.
“Credeva di poter girare liberamente”, commenta un agente, visibilmente incredulo. “Ma non è possibile fare come si vuole.” Iandoli, di fronte alla richiesta di spiegazioni, ha sostenuto di essere diretto all’Asl per chiedere informazioni. Una scusa che non ha convinto gli uomini in uniforme.
Così, il 45enne è tornato in manette, accusato di evasione, pronto a sperimentare un altro capitolo di questa storia, mentre i cittadini di Soccavo continuano a chiedersi: cosa ci sarà ancora da aspettarsi? La tensione resta alta, e la domanda rimane aperta: Iandoli sarà in grado di rispettare gli arresti domiciliari questa volta, o continuerà a sfidare la legge?