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Sequestro shock a Castellammare: scoperte carni e rifiuti tossici in un opificio!
Un vero e proprio allarme ambientale a Castellammare: un opificio specializzato nella lavorazione di carni bovine, ovine e suine è stato posto sotto sequestro per gravi violazioni. L’operazione, condotta il 30 marzo dalla USES (Unità speciale emergenza Sarno) della Polizia Metropolitana di Napoli, ha portato alla chiusura parziale degli impianti della società G.E.M.A. DISAL s.r.l. in via Napoli.
Negli ultimi mesi, il fiume Sarno sta vivendo un’ennesima crisi. “Dobbiamo fermare questo scempio,” afferma un agente coinvolto nelle indagini. E le prove sono emerse con chiarezza: all’interno dello stabilimento è stato scoperto un sistema di scarichi abusivi che ha lasciato senza parole anche gli esperti ambientalisti.
I tecnici, coadiuvati dall’Arpac, hanno utilizzato la fluorescina, un colorante per tracciare le acque, rivelando che le acque reflue provenienti dall’impianto di autolavaggio venivano convogliate in griglie interrate, autorizzate solo per le acque meteoriche. “È inaccettabile che chi dovrebbe rispettare la legge continui a mancare di rispetto al nostro ambiente,” commenta un abitante del quartiere, visibilmente scosso dalla notizia.
I reati contestati includono lo scarico non autorizzato di reflui di processo e la gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi. Durante il sopralluogo, gli agenti hanno sigillato impianti e ritrovato un cassone metallico di 20 metri cubi pieno di rifiuti indifferenziati, tra cui garze contaminate.
Il sequestro è stato ritenuto urgente, necessario per evitare che queste attività illecite continuassero a danneggiare l’ecosistema e a minacciare la salute dei cittadini. Questa operazione è solo l’ultima di una serie di controlli nel territorio: dall’inizio del 2026, già sette sequestri in materia ambientale hanno avuto luogo, segno di un’intensificazione degli sforzi per salvaguardare il Sarno e i suoi affluenti.
Ma la domanda che tutti si pongono è: basteranno questi interventi a invertire la rotta e garantire un futuro migliore per Castellammare e per la salute dei suoi abitanti?
