
A Napoli, dove le strade pulsano di vita e storie intrecciate, un episodio inquietante scuote Sant’Agnello. Salvatore Langellotto, un imprenditore attualmente in cella per altre vicende, è stato citato a giudizio per aver occupato il sagrato della chiesa dei Santi Prisco e Agnello. Cinque camion della sua società, “Napoli Uno”, hanno preso possesso di quell’area normalmente chiusa da catene e lucchetti, provocando non solo il danneggiamento di beni comunali, ma anche una paralisi del traffico, come hanno riferito testimoni oculari.
“È inaccettabile che qualcuno si creda al di sopra delle regole,” commenta il parroco, ancora incredulo per l’accaduto. La situazione si è ulteriormente accesa quando, in un gesto paradossale, il religioso ha benedetto i mezzi, un evento che Langellotto ha avuto l’ardire di pubblicare sui social.
Ma non è tutto. Langellotto è già coinvolto in un altro procedimento, dove affronta accuse di aggressione e stalking nei confronti di Claudio d’Esposito, presidente del WWF Terre del Tirreno. Nel marzo 2023, d’Esposito è stato aggredito e colpito, riportando gravi ferite, tutto ciò sarebbe legato alle sue denunce per problematiche ambientali che toccano le attività del nostro imprenditore.
La vicenda si complica ulteriormente: il giornalista Vincenzo Iurillo ha denunciato minacce e molestie da parte di Langellotto per la sua cronaca sul caso. Questa escalation, che ha costretto Iurillo a modificare le sue abitudini quotidiane, sembra essere il risultato di una precisa vendetta nei confronti della stampa e della denuncia di corruzione. Gli inquirenti stanno seguendo il filo rosso di quest’intreccio, evidenziando una realtà inquietante nel cuore pulsante della città.
La prima udienza è fissata per il 15 settembre 2026. Tuttavia, un interrogativo aleggia tra i cittadini: come può un uomo sfuggire così a lungo alle responsabilità? In questa Napoli vibrante e complessa, il confine tra giustizia e illegalità sembra sempre più sottile.