Rifiuti in tangenziale: Napoli si sveglia dal torpore ambientale?

La tangenziale di Napoli, purtroppo, non è solo il tragitto per tornare a casa dopo una partita, ma anche il palcoscenico di episodi che fanno riflettere. Recentemente, le forze dell’ordine hanno intercettato un furgone carico di 943 kg di rifiuti, pronti per una sortita non autorizzata. Insomma, una sorta di blockbuster da film horror, ma con il finale che fa rabbrividire: un sequestro e una città che si interroga.

In un periodo in cui la salute dell’ambiente è sotto attacco, questi eventi ci mettono davanti a una verità scomoda. La lotta per l’ambiente è diventata un mantra di cui tutti parlano, ma pochi, troppo pochi, si muovono. Siamo abituati a vedere il calcio come il battito cardiaco di Napoli; ora, però, un’altra battaglia è in corso, quella per la sicurezza e la salubrità della nostra terra.

“Viviamo nel caos, ma insieme possiamo fare la differenza”, ha detto un cittadino, che stanco di vedere il suo quartiere degradato, si è mosso per denunciare. La voce dei napoletani è importante, ma serve di più: responsabilità collettiva e vigilanza non devono essere solo parole. Serve un’azione concreta, una mobilitazione che coinvolga tutti, proprio come gli stadi che si riempiono quando c’è da tifare per il Napoli.

Non possiamo girarci dall’altra parte. Ogni rifiuto abbandonato è come un fallo subito in campo: fa male, e non possiamo permettere che accada. Oggi più che mai, i napoletani hanno il dovere di mettere a segno il gol della salute ambientale. La domanda è: cosa possiamo fare subito, insieme, prima che sia troppo tardi?

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