
Giugliano. L’aria è tesa, l’attenzione dei residenti è palpabile. I carabinieri sembrano aver trovato la chiave per sbloccare un mistero che aleggiava tra le strade di Portici, un mistero fatto di lusso e pericolo nascosto. “Stiamo intensificando le operazioni, non possiamo permettere che la droga circoli indisturbata,” dice un carabiniere con il volto segnato dalla fatica, mentre i suoi uomini sono già in azione.
La nuova frontiera della lotta contro lo spaccio è ora digitale. Mentre le pattuglie vigilano i vicoli e i posti di blocco vigilano le provinciali, i militari della stazione di Varcaturo si adoperano anche nel “web patrolling”. Un approccio che ha portato a scoprire un modesto appartamento in via Provinciale Botteghelle, dove una donna di 29 anni, incensurata, gestiva un’attività che si sussurrava in cerchi ristretti: la “roba dei ricchi”.
Siamo in una zona dove il Vesuvio fa da sfondo a un panorama di campi coltivati e strade sterrate, interrotto solo dal rumore incessante dell’Autostrada del Sole. Qui, in questo angolo di periferia, la vita scorre tra le apparenze. Ma in quel modestissimo appartamento si nascondeva un tesoro: “Cocaina rosa”, sostanza d’élite di alto valore. “La vendono a prezzi da capogiro, quasi 400 euro al grammo,” racconta un abitante del quartiere, chiaro sintomo di un mercato che lotta per risalire a galla.
All’alba, il blitz dei carabinieri ha stravolto quella normalità. Forzata la porta di ingresso, i militari hanno scoperto un ambiente familiare, in cui la giovane madre accoglieva il figlio di appena sei anni. Senza resistenza, ha scelto di collaborare, consapevole che la situazione non si sarebbe risolta senza conseguenze. “Il nascondiglio è lì,” ha detto, indicando un mobile in corridoio.
Dentro, 241 grammi di polvere sintetica, suddivisi in buste piccole e grandi, hanno rivelato un potenziale guadagno da capogiro: quasi 100mila euro. Accanto a loro, un kit per il confezionamento: bilancini di precisione, bustine sottovuoto, cellophane pronto per la distribuzione ai facoltosi acquirenti della Napoli bene.
Le manette sono scattate. Per questa giovane madre è iniziato un nuovo capitolo, agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza per il rito direttissimo. La comunità si interroga: cosa faranno adesso i familiari del bambino? E la guerra contro la droga, oltre ai blitz, porterà davvero a una soluzione? Le voci circolano, le domande rimangono. La lotta è solo all’inizio.