Un fragore nel cuore del Vomero, una mezzanotte di terrore che risuona tra i palazzi. Via Palizzi, una delle strade più frequentate del quartiere, si trasforma in una pista da corsa non autorizzata, sfidando la sicurezza dei residenti. L’incidente di ieri notte, con un’auto che si è ribaltata dopo aver perso il controllo in una curva insidiosa, è solo l’ultimo di una lunga serie di eventi drammatici che segnano la già inquieta cronaca stradale di Napoli.
I residenti raccontano di quel momento: l’auto sfrecciava a velocità folle e, all’improvviso, il rumore assordante di metallo contro metallo ha interrotto la quiete notturna. Si è schiantata contro alcune vetture in sosta, riducendole a rottami. “Una scena da film dell’orrore”, commenta un testimone, visibilmente scosso.
Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, solleva la voce: “C’è una preoccupazione giustificata tra gli abitanti”, spiega, riferendosi agli ultimi incidenti che hanno visto tre vittime in 24 ore. “Le auto e le moto sfrecciano pericolosamente, tanto di giorno quanto di notte. Non possiamo rimanere inermi.”
La richiesta dei cittadini è chiara: la realizzazione di strisce pedonali rialzate davanti alla fermata della funicolare. “È un intervento semplice ma cruciale,” afferma Capodanno. “Permetterebbe ai viaggiatori di attraversare in sicurezza, senza il terrore di essere investiti.”
Ma non finisce qui. Le strade devono cambiare, e così anche i limiti di velocità. “Vogliamo una ‘Zona 30’ in via Palizzi”, prosegue Capodanno. “In molte città europee questo provvedimento ha ridotto incidenze significative. Non stiamo solo parlando di sicurezza, ma di un modo per ridurre l’inquinamento acustico. Dobbiamo agire ora, non possiamo più aspettare.”
Il messaggio è chiaro e urgente. E mentre Capodanno rivolge un appello al sindaco e al prefetto di Napoli affinché vengano presi provvedimenti immediati, la domanda resta sospesa nell’aria: quanto dovrà ancora accadere prima che le autorità ascoltino realmente le voci di chi vive in prima linea, tra paura e speranza?