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Omicidio Vassallo, il colonnello Cagnazzo prosciolto: caos e paura a Napoli
Salerno – Una notizia che scuote la comunità e infiamma il dibattito: il colonnello Fabio Cagnazzo, accusato di depistare le indagini sull’omicidio di Angelo Vassallo, esce prosciolto dal tribunale. La decisione del GUP di Salerno, che ha separato le strade tra chi affronta il processo e chi esce di scena, segna un punto di non ritorno in un’inchiesta che ha tenuto il Cilento col fiato sospeso per oltre quindici anni.
La tensione è palpabile. “Non possono essere diffuse notizie così pesanti senza prove solide!”, tuona un familiare del sindaco pescatore ucciso nel 2010. In gioco ci sono verità e giustizie che si intrecciano, nel labirinto di un caso che non può essere archiviato.
Il crimine avvenne in quella notte del 5 settembre 2010 a Pollica, ed è tornato a occupare le prime pagine. Il blitz del 7 novembre 2024, con arresti che hanno scosso le fondamenta dell’Arma, ha dato nuova vita a una ferita aperta. Cagnazzo, figura carismatica, è finito in manette, accusato di aver coperto un traffico di droga che Vassallo voleva denunciare. Un patto letale si staglia tra gli indagati e una criminalità organizzata sempre più pericolosa.
Ma la situazione si complica. Pochi mesi dopo, il castello accusatorio inizia a scricchiolare. Le recenti scarcerazioni alimentano le preoccupazioni della famiglia Vassallo, che considera ogni passo falso come un potenziale fallimento della giustizia. “Ogni scarcerazione è un colpo al cuore”, afferma il fratello Dario, visibilmente provato.
Il caso è salito alla ribalta, non solo per i dibattiti legali ma anche per il suo impatto mediatico. Dario Vassallo è diventato un volto noto, ospite di vari talk show, accusando non solo i colpevoli materiali, ma anche un intero sistema fatto di omertà. “Non ci fermeremo fino a quando non troveremo chi ha premuto il grilletto”, ha ribadito.
Oggi il GUP ha deciso. Cagnazzo prosciolto. Una notizia che ha gelato i sostenitori della Fondazione Angelo Vassallo, mentre altri, come Lazzaro Cioffi e Giovanni Cafiero, dovranno affrontare il giudizio dell’aula. Ma la battaglia prosegue. “Il nostro cammino verso la verità non è finito”, affermano i familiari.
Dario, pur con un velo di amarezza, mantiene la calma. “Rispettiamo la magistratura, ma la ricerca della verità continua. Questo processo rappresenta l’ultima chance per ottenere giustizia”, ha dichiarato, consapevole che il futuro riserva ancora molte incognite.
E così, mentre la comunità di Pollica attende risposte, la Fondazione rimane vigile. “Ogni udienza è un passo verso la verità”, dicono, ripromettendosi di non perdere di vista il sacrificio di Vassallo in questa battaglia contro l’illegalità.
Ma a chi andrà il merito di scoprire la verità su un caso che segna la storia del Cilento? Il percorso è lungi dall’essere chiaro, e il processo imminente non sarà solo un incontro tra accusa e difesa, ma il palcoscenico su cui si giocherà una partita ben più grande: quella per la giustizia che si attende da quindici anni. La tensione rimane alta, e la domanda è: riusciranno finalmente a far luce su un omicidio che ha coinvolto un’intera comunità?
