Un ritorno a casa, una routine quotidiana, ma per un giovane di 17 anni si è trasformato in un incubo. Un’aggressione brutale, avvenuta a Meta, nella penisola sorrentina, ha lasciato la comunità sotto shock. È successo domenica sera, intorno alle 19:30, quando il ragazzo, dopo una giornata trascorsa con amici, è stato colpito senza pietà.
Dopo un pomeriggio di spensieratezza lungo la marina, il giovane stava tornando a casa. Mentre il gruppo si divideva all’incrocio tra via Cosenza e via Santa Lucia, il semaforo era rosso per lui. Proprio in quel frangente, ha avvistato un gruppo di ragazzi in moto, un dettaglio che l’ha messo in guardia. Ma nessun segnale lo preparava all’imminente violenza.
Con il semaforo che finalmente si illuminava di verde, l’agguato è scattato. Un calcio brutalmente sferrato contro il suo scooter lo ha fatto cadere. “Non avevo mai visto nulla del genere,” racconta un testimone, “è stato tutto così rapido e violento.” Un colpo alla schiena con una mazza di legno ha messo fine ai suoi sogni di tranquillità.
La scena è stata sconvolgente: il ragazzo a terra, dolorante, con solo il casco a proteggerlo da ferite ben più gravi. I suoi aggressori? Svaniti nell’oscurità, lasciando un vuoto di paura e impotenza. Un amico ha provato a inseguirli, ma ogni tentativo si è rivelato inutile.
Inizialmente, il giovane, sotto shock, è tornato a casa, ignorando l’entità delle sue ferite. Solo la mattina successiva, dopo una notte di sofferenza, ha chiesto aiuto all’ospedale di Sorrento. “Una frattura all’omero e escoriazioni,” hanno diagnosticato i medici. La prognosi? Quarantacinque giorni di stop, sia per lui che per lo scooter, ora danneggiato.
Le indagini sono in corso, con i carabinieri della compagnia di Sorrento al timone, coordinati dal capitano Mario Gioia. “Non conosce i suoi aggressori, non ha avuto conflitti recenti,” afferma Gioia. Eppure, rimane una domanda ineludibile: cosa ha spinto a un’aggressione tanto inspiegabile? Le telecamere di sorveglianza, recentemente installate dal Comune, potrebbero rivelarsi la chiave per svelare l’identità di questi giovani, presumibilmente sei o sette.
La tensione cresce nella comunità, timorosa di ulteriori atti di violenza. Resta da capire se questa sarà solo un’eccezione o l’inizio di qualcosa di più inquietante. La stagione balneare è alle porte e gli abitanti si chiedono: sarà davvero possibile tornare a vivere senza paura?