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Napoli in allerta: commerciante sequestrato a Poggioreale, giustizia scontata per il clan Rullo
In un angolo oscuro di Poggioreale, l’eco della violenza ha risuonato in un appartamento di via Nuova del Campo, dove un imprenditore è diventato vittima di un’imboscata orchestrata dal clan Contini. La scena è da film dell’orrore: un uomo rapinato di telefono, carta di credito e 1.070 euro, poi ridotto in fin di vita da un violento pestaggio. «È uno dei casi più inquietanti che abbiamo trattato», ha commentato un investigatore.
Il movente? Un debito di quasi 360mila euro collegato a una compravendita di auto di un certo Marcello Madonna. Il boss Nicola Rullo, con un martello in mano, ha trasformato il dialogo in brutalità, colpendo la vittima e facendo entrare in scena altri camorristi, tra cui Carlo Gagliotta.
Dopo oltre un anno d’attesa, il tribunale ha emesso il suo verdetto: otto condanne per un totale di 76 anni e 2 mesi di carcere. Rullo, a capo di questo assalto, ha ricevuto 10 anni e 6 mesi, la pena più severa. Ma il giudice Federica Girardi ha deluso le aspettative dell’accusa, infliggendo pene quasi dimezzate rispetto a quanto richiesto: una «stangata sfumata», come l’hanno definita i difensori.
Il processo ha riservato sorprese. Tre assoluzioni, tra cui quella del noto imprenditore della movida napoletana Gabriele Esposito, salvato da nuove intercettazioni ambientali che hanno ribaltato le carte in tavola. La difesa ha sostenuto la sua innocenza, mentre l’accusa lo considerava complice dell’aggressione.
Ma la vera inquietudine risiede nei dettagli agghiaccianti di quel settembre 2024. L’imprenditore Pietro Gagliotta, attirato in una trappola, ha affrontato la furia del clan in un crescendo di violenza inimmaginabile. Quando suo padre ha tentato di salvarlo, è stato anch’egli colpito, riportando il dramma a una dimensione familiare straziante.
Dopo ore di agonia, entrambi sono stati trasferiti a Castel Volturno. «Le loro condizioni erano terribili, non si poteva credere a ciò che avevamo di fronte», ha spiegato un soccorritore, riportando la situazione al pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli, dove la paura si è trasformata in un miracolo di salvezza.
Il cerchio della giustizia si chiude ma nuove domande si aprono: chi sarà il prossimo a cadere nella rete della camorra? I cittadini di Napoli si chiedono se la giustizia potrà mai davvero vincere in quel contesto di paura e intimidazione.
