Napoli – «Non lascerò che l’affetto che ho ricevuto vada disperso». Con queste parole, Patrizia Mercolino ha iniziato a mettere in pratica il suo progetto, un atto di amore profondo che ha toccato tutti. Questa mattina, davanti all’ospedale Monaldi, il luogo della tragica scomparsa del piccolo Domenico Caliendo, la madre ha srotolato un gesto che parla di solidarietà.
Con un furgoncino carico di ricordi, si è presentata per raccogliere le migliaia di oggetti lasciati da passanti e genitori, dai peluche ai disegni colorati. Gli sguardi del personale sanitario e dei semplici cittadini erano pieni di commozione. Quella marea di affetto non era solo un tributo a un bambino, ma un abbraccio collettivo che coinvolgeva tutti. «Andrò a prendere tutte le cose che hanno regalato a mio figlio», aveva dichiarato Patrizia nei giorni scorsi, e oggi quella promessa si è concretizzata.
Ma il gesto di Patrizia non è finito qui. Con determinazione e un velo di tristezza, ha condiviso i suoi piani per i doni. «Li porterò in lavanderia, li farò lavare con cura», ha detto, il suo sguardo fiero ma provato. «Una parte andrà ai bambini ricoverati, mentre un’altra sarà destinata a chi non ha nulla. Gli altri entreranno nella fondazione che voglio creare in memoria di Domenico».
La vicenda, però, non è priva di ombre. Qualche giorno fa, un episodio spiacevole ha scosso la comunità: alcuni pupazzi erano stati rubati da davanti all’ospedale, scatenando indignazione e dibattito. Ma oggi, quel gesto ha perso peso di fronte alla forza e alla resilienza di Patrizia.
Il futuro è incerto, ma un seme di speranza sta germogliando. La fondazione che Patrizia intende avviare non sarà solo un modo per ricordare il figlio, ma un progetto vivo, capace di canalizzare la solidarietà verso chi ne ha davvero bisogno. La domanda resta: riuscirà Napoli a trasformare il dolore in un gesto d’amore collettiva?