Napoli, festa al Tribunale: magistrati tra brindisi, cori e tensione sociale

Napoli, festa al Tribunale: magistrati tra brindisi, cori e tensione sociale

Una festa nei corridoi del Palazzo di Giustizia di Napoli. Circa cinquanta magistrati, riuniti nella saletta dell’Associazione Nazionale Magistrati, hanno seguito in tempo reale i risultati referendari, ma l’atmosfera si è trasformata in un vero e proprio festeggiamento. “Bella ciao” ha risuonato tra le pareti, mentre bottiglie di champagne si spostavano da una mano all’altra, accendendo l’entusiasmo.

L’incontro, avvenuto nel cuore del tribunale partenopeo, è diventato un rito collettivo di celebrazione. Secondo i primi dati, il fronte del No sembrava dominare e i magistrati, con a capo il procuratore generale Aldo Policastro, hanno accolto i risultati con cori e applausi. “Aldo, Aldo!”, scandivano i colleghi mentre lui, visibilmente soddisfatto, si univa ai festeggiamenti accanto a Ettore Ferrara, presidente del comitato napoletano dell’Anm, schierato senza riserve per il No.

Ma non tutti erano al caldo della festa. Nicola Gratteri, il procuratore di Napoli, ha preferito restare nel suo ufficio, impegnato a lavorare. Una scelta che ha sollevato non poche chiacchiere tra i presenti, che criticavano la sua assenza con un po’ di sarcasmo.

Con il passare del tempo, i festeggiamenti si sono intensificati, e tra un brindisi e l’altro, cori contro il governo hanno cominciato a riempire l’aria. “Chi non salta Meloni è”, scandivano accompagnati da saltelli, una critica diretta alla presidente del Consiglio. Ma il mirino non si è fermato lì. Anche Annalisa Imparato, la collega sostenitrice del Sì, è diventata oggetto di scherno, con il coro “Chi non salta Imparato è” che ha rimbombato tra i corridoi.

Mentre i risultati sfumavano sullo schermo del computer, la celebrazione sembrava non avere fine. Era un momento di trionfo per alcuni, ma un segnale di tensione per altri. La giornata, normalmente dedicata al lavoro rigoroso del Palazzo di Giustizia, si trasformava in una manifestazione di sentimenti e opinioni forti.

Ma cosa succederà ora, con il clima politico in fermento? E quali saranno le conseguenze di questa festa poco convenzionale nel mondo della giustizia? Forse la vera domanda è se i magistrati riusciranno a mantenere la loro professionalità di fronte a una così palese influenza politica. Il dibattito è appena iniziato.

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