Genova si ferma. Gino Paoli, uno dei mostri sacri della musica italiana, ci ha lasciati a 91 anni. La notizia arriva come un fulmine, un colpo al cuore per tutti coloro che hanno cantato le sue canzoni. “Questa notte, Gino ci ha lasciato in serenità, circondato dall’affetto dei suoi cari”, annunciano i familiari, in grado di restituire un’immagine di pace dopo una vita vissuta intensamente.
Era tornato a casa, a Genova, dove aveva trascorso gli ultimi giorni dopo un breve ricovero. La sua vita è un viaggio, dal lavoro di facchino ad artista dal talento ineguagliabile. Cresciuto tra le strade di una città vibrante, Paoli ha saputo tradurre l’amore e il dolore in versi indimenticabili. “La gatta”, una delle sue canzoni emblematiche, è solo l’inizio di un’avventura musicale durata oltre sei decadi.
Gli anni ‘60 lo hanno visto al centro di storie d’amore che sono diventate canzoni. Con Ornella Vanoni ha dato vita a brani come “Senza fine” e “Anche se”, legami che con il tempo si sono trasformati in amicizie profonde. Ma non tutto è stato rose e fiori: il 1963 segna anche una delle fasi più oscure della sua vita. Un tentativo di suicidio, un proiettile destinato a colpirlo ha lasciato un segno, un trauma che ha convissuto con lui fino alla fine.
Versatile e sempre sorprendente, Paoli è salito sul palco di Sanremo per ben sette volte, ma è negli anni ‘80 che risorge dalle ceneri. Con un tour insieme a Vanoni, il suo nome torna a brillare. Nel 1991, “Matto come un gatto” e “Quattro amici” vincono il Festivalbar, confermando il suo posto nella storia della musica.
“Entrai nel mondo della musica per caso”, diceva, ma quel caso ha generato una carriera immortale, facendo di Gino Paoli un’icona. Napoli, che di talenti ne ha sfornati tanti, piange l’assenza di un maestro che ha cantato il cuore pulsante della vita e dell’amore.
Ora, cosa resterà delle sue melodie nei vicoli di questa città? Il ricordo di un artista che ha saputo abbracciare l’anima degli italiani è destinato a vivere, ma la sua partenza lascia un vuoto incolmabile. Cosa ne pensate? Commentate e condividete il vostro tributo a un gigante della musica.