Montesanto in stato d’emergenza: pioggia di proiettili terrorizza i Quartieri Spagnoli

Montesanto in stato d’emergenza: pioggia di proiettili terrorizza i Quartieri Spagnoli

A Montesanto, Napoli, il fragore dei proiettili ha squarciato il silenzio di un lunedì di marzo, trasformando una serata qualsiasi in un nuovo capitolo di una faida che sembra non avere mai fine. Erano circa le 19:30 quando il piombo ha interrotto il viavai dei passanti, proprio in via Montesanto, all’altezza del civico 14, circondato dalle botteghe ancora aperte e dai pendolari che tornavano a casa.

L’intervento dei Carabinieri della Compagnia Napoli Centro è stato immediato. Sul selciato, i militari hanno repertato e sequestrato due bossoli: un segnale inquietante di una “stesa”, una vera e propria intimidazione, che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.

Montesanto, una zona densa di vita e storia, è da mesi sotto l’occhio attento degli inquirenti a causa di un’escalation di violenza che non accenna a fermarsi. La tensione è palpabile, come in una polveriera pronta a esplodere. Solo pochi mesi fa, l’agguato contro Gianluca Pisacane, il fratello dell’allenatore del Cagliari, aveva riacceso l’attenzione sulla brutalità delle nuove leve criminali.

«Non è la prima volta che sentiamo spari qui. Ormai è diventato un brutto copione», afferma un residente, visibilmente scosso. E non ha torto: in gennaio, un 22enne era stato gravemente ferito in via Santa Maria Ognibene, con dieci bossoli sparsi a terra come segno di un potere violento che sembra voler dichiarare il proprio dominio.

La mappa criminale della zona parla chiaro: la storica triade composta dai clan Esposito, Masiello e Saltalamacchia deve ora fare i conti con bande emergenti che approfittano di un vuoto di potere lasciato dai maxi blitz delle forze dell’ordine. La vicinanza con l’area dei Mazzarella rende i vicoli della città ancora più imprevedibili, e la presenza di giovanissimi pronti a tutto per affermarsi fa rabbrividire.

Colpire in via Montesanto, a quell’ora, significa sfidare sia lo Stato che i cittadini. Questa non è solo una battaglia tra clan; è un messaggio, una strategia del terrore. Le indagini adesso si concentrano sulle immagini delle telecamere di sorveglianza, mentre i carabinieri intensificano controlli e perquisizioni nei “bassi” sospetti.

Cosa accadrà da qui in avanti? Riusciranno le forze dell’ordine a riportare la serenità in un quartiere che si sente sempre più prigioniero? Solo il tempo potrà dirlo, ma la domanda resta: i cittadini di Montesanto potranno tornare a vivere senza il timore di un proiettile che interrompe la loro quotidianità?

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