Monte di Procida – La tranquilla mattina ha subito un’improvvisa scossa di adrenalina nelle strade dell’area flegrea. Un inseguimento che sembra uscito da un film d’azione, caratterizzato da frenate, accelerazioni e sirene, ha portato all’arresto di quattro uomini, culminando con la cattura di un latitante noto.
Un semplice pattugliamento si trasforma in un’operazione straordinaria. I Carabinieri del Nucleo Investigativo e quelli della Compagnia di Pozzuoli sono allertati dalla presenza di una Fiat 500x nera sospetta nel quartiere di Cappella. Dentro, quattro uomini dall’aspetto deciso e sguardi tesi. Il classico segnale di uno che si crede al di sopra della legge, e scatta l’ordine di fermarsi. Ma il conducente schiaccia l’acceleratore, avviando un’incredibile fuga.
L’inseguimento inizia e il veicolo zigzaga per tre chilometri, ignorando i segnali stradali in un estremo tentativo di sfuggire ai Carabinieri, che restano incollati al loro paraurti. Gli agenti non si lasciano intimorire e seguono con determinazione, fino a che il gruppo imbocca via Fusaro, a Bacoli, dove un’altra pattuglia è in agguato.
Qui, il tentativo di fuga diventa disperato. In un’ultima manovra, la Fiat esegue un testa-coda sull’asfalto, ma lo spazio per avanzare è esaurito. L’auto si arresta, e le portiere si spalancano in un istante. I quattro fuggono, ma l’efficienza dei Carabinieri permette di immobilizzarne due immediatamente. Gli altri due si disperdono in direzioni opposte.
Uno di loro cerca rifugio nei vicoli di Bacoli, ma viene rapidamente raggiunto. L’ultimo, che sembrava ritiratosi nell’ombra, è infine scovato nelle campagne circostanti durante una battuta di ricerca. Una cattura che desta interrogativi: chi sono questi uomini?
La perlustrazione del veicolo rivela un’arsenale progettato per furti di alta classe: smerigliatrici, tubi di ferro, passamontagne e, non meno inquietante, ben quattordici chiavi universali per porte blindate. E c’è di più: una paletta segnaletica del Comune di Napoli, forse per allestire finti posti di blocco.
Tra i fuggitivi, il più noto si rivela essere Gennaro Rizzo, 45 anni, un latitante braccato da mesi. Dal suo evadere un mandato di cattura a ottobre, si è fatto un nome nel giro criminale, finendo col diventare parte di un’operazione che mirava a disarticolare una gang di ladri da ville. Secondo la versione di un Carabiniere presente all’arresto, “è stato un colpo durevole per chi credeva di poter sfuggire senza conseguenze”.
Con Rizzo ora in custodia presso il carcere di Poggioreale, si fa strada un interrogativo tra i cittadini: quali altri segreti si nascondono dietro quella patina di normalità che ricopre le strade di Napoli e delle sue frazioni? Il panorama criminale, ancora una volta, è costretto a confrontarsi con la determinazione delle forze dell’ordine. Ma quanto è davvero profondo il tunnel della delinquenza in questa terra tanto amata e sofferta?