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Epatite a Napoli: contagio da cozze e ostriche, ora l’allerta uomo nelle strade

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Epatite a Napoli: contagio da cozze e ostriche, ora l’allerta uomo nelle strade

“L’epatite A ha messo Napoli in allerta, e la situazione è grave. I frutti di mare contaminati potrebbero aver già innescato una catena di contagi che si propaga rapidamente”. Questa notizia ha scosso i napoletani, uniti nel timore di un virus che non aspetta. Oggi, i numeri sono allarmanti: 154 casi accertati e decine di sospetti. Ecco come è iniziata.

Pino Iovane, direttore dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici, spiega ai microfoni di Fanpage.it: “La contaminazione è partita dal mare. Abbiamo trovato 8 casi positivi in cozze e ostriche provenienti da Nisida e altre località come Bacoli e Varcaturo”. Le autorità hanno già bloccato le vendite di questi lotti, ma la preoccupazione cresce. I dati parlano chiaro: l’incidenza del virus è dieci volte superiore alla media degli ultimi dieci anni.

Il sindaco Gaetano Manfredi ha emanato un’ordinanza d’emergenza, vietando il consumo di frutti di mare crudi nei ristoranti e anche in casa. Le multe possono arrivare fino a 20mila euro. In un locale affollato di Chiaia, un ristoratore afferma: “Mai vista una cosa del genere. I miei clienti sono in allerta, non hanno più voglia di mangiare pesce. Temono per la loro salute”.

Ma come si è arrivati a questo punto? “C’era stata un’esondazione“, prosegue Iovane. “Abbiamo eseguito 142 campionamenti nelle zone di allevamento, e le piogge abbondanti hanno contribuito alla contaminazione”. Le conseguenze sono drammatiche: chi lavora nel settore dei mitili è in crisi, le famiglie sono a rischio. Eppure, “non possiamo criminalizzare i produttori”, avverte Iovane. “Loro sono le prime vittime di una situazione che va oltre il loro controllo”.

E i contagi? Secondo gli esperti, “non è solo la vendita di cozze e ostriche a essere coinvolta. L’epatite A si trasmette anche per via oro-fecale, e i contagi attuali potrebbero derivare da persone già infette”. La tensione è palpabile anche tra i cittadini, che temono per la propria sicurezza. “Non ci si può fidare di niente”, dicono in tanti, mentre molti scelgono di evitare ristoranti e pescherie.

Una situazione complessa che non dà tregua, ma l’incertezza permane. Quali sono le nuove misure che verranno adottate? Riuscirà Napoli a fermare questa epidemia? La città, nota per la sua resilienza, oggi è in attesa, ma anche allerta. I napoletani si chiedono: quali saranno le conseguenze di questa emergenza sanitaria?

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