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Epatite A a Napoli: allerta sushi, 60 ricoverati al Cotugno! Epatite A a Napoli: allerta sushi, 60 ricoverati al Cotugno!

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Epatite A a Napoli: allerta sushi, 60 ricoverati al Cotugno!

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Sotto il cielo grigio di Napoli, un’allerta sanitaria scuote la città, lasciando una scia di preoccupazione tra i cittadini. Sono 60 i ricoverati all’ospedale Cotugno per epatite A, un numero che continua a salire. “Non è un periodo adatto per consumare sushi”, avverte l’infettivologa Novella Carannante, sottolineando il rischio elevato. “L’abbattitore non elimina il virus.” E così, il piatto giapponese, spesso scelto in chiave trendy, diventa simbolo di una crisi sanitaria che non si ferma.

Negli ultimi giorni, il contagio ha toccato anche un turista di Padova, che ha vissuto l’esperienza della malattia a causa dei frutti di mare mangiati in città. Nessuna pietà per i ristoratori, che potrebbero scontrarsi con un calo drastico degli affari proprio nel periodo di Pasqua. “Abbiamo visto un’impennata nei ricoveri, ma siamo comunque preoccupati per la Pasqua”, continua Carannante, lasciando intendere che la situazione potrebbe aggravarsi.

In questo contesto, la storica “zuppa di cozze” diventa un tema di dibattito. Inutile dire che a Napoli, la tradizione gastronomica ha un peso enorme. “I frutti di mare devono essere cucinati a dovere”, ammonisce l’esperta, esortando a lavare frutta e verdura con attenzione. Eppure, il pensiero di un piatto così amato, anche associato ai riti pasquali, sembra ora portare con sé un’ombra di inquietudine.

E mentre si alzano le voci di preoccupazione, il centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus lancia un altro allarme: le esondazioni fognarie. “La rete fognaria di Napoli è un colabrodo”, afferma un rappresentante dell’associazione. Durante le piogge, le acque reflue finiscono direttamente nel mare, contaminando gli allevamenti. “È una questione di salute pubblica,” continua, affermando che il problema è aggravato da cambiamenti climatici e infrastrutture obsolete.

A pochi passi dal lungomare, dove il profumo dei frutti di mare danzerebbe tra i vicoli, l’aria si fa pesante. “Questa città ha già visto troppe tragedie legate al suo mare”, chiude il rappresentante, lasciando il pubblico con domande urgenti e rischi inconfutabili. Cosa accadrà nel cuore di Napoli quando la Pasqua busserà alle porte? La tradizione potrà resistere a un’allerta di salute così seria, o sarà costretta a cedere di fronte all’emergenza?

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