Napoli – Un video terribile, pubblicato dal deputato Francesco Emilio Borrelli, ha colpito come un pugno in faccia: domenica sera, al Corso Garibaldi, due sorelle ucraine, Zhanna Rubakha e Oksana Kotlova, sono state travolte da una Mercedes a tutta velocità. Un impatto che ha stravolto la vita di chi passava di lì, trasformando la strada in un palcoscenico di morte.
Le immagini mostrano il dramma in atto: le due donne, di 57 e 51 anni, stanno attraversando quando, in un attimo, il destino si fa crudele. L’auto, guidata da un imprenditore di 34 anni, le investe in pieno, spargendole come foglie al vento. Riuscire a guardare quel momento è impossibile: un attimo prima c’è vita, poco dopo solo silenzio. L’uomo, risultato positivo all’alcoltest, è stato arrestato dalla Polizia Locale con l’accusa di omicidio stradale.
“E’ inaccettabile che la guerra non le abbia fermate, ma un automobilista ubriaco sì”, commenta Borrelli, visibilmente scosso. Un pensiero che riempie di rabbia non solo la comunità ucraina, ma tutta Napoli, che ha visto in queste due donne una storia di speranza spezzata. Oksana era arrivata a Napoli per ricongiungersi alla sorella, allontanandosi dall’orrore della guerra in Ucraina. Ma la vita, si sa, è imprevedibile.
La città è in subbuglio. Oggi, 24 marzo, alle 12, il Corso Garibaldi diventerà teatro di una manifestazione voluta da Europa Verde e dalla comunità ucraina. I cittadini si uniranno per chiedere maggiore sicurezza stradale e per denunciare il crescente numero di vittime dalla strada. “Bisogna fermare la strage silenziosa sulle strade”, ha ribadito Borrelli, sottolineando l’urgenza di interventi contro i “criminali della strada”.
La domanda che aleggia tra i manifestanti è chiara: quanto ancora dovremo aspettare per una maggiore sicurezza? La risposta sembra lontana, e Napoli, con il suo cuore pulsante e la sua anima indomita, si interroga mentre il Corso Garibaldi continua a essere un tragico crocevia di vite interrotte.