Nel cuore di Castellammare di Stabia, l’aria si fa pesante quando i carabinieri si avvicinano all’abitazione di Antonio De Luca, un 40enne già agli arresti domiciliari. “Il suo comportamento era visibilmente nervoso”, racconta un militare, mentre l’unità cinofila si prepara a entrare in azione. La tensione sale: cosa nasconde quel misterioso appartamento?
I militari, impegnati in un controllo di routine, non immaginavano di trovarsi di fronte a un vero e proprio bazar della droga. Entrando, il cane antidroga segna l’inizio della fine per De Luca. Un panetto di circa 100 grammi di hashish giaceva lì, pronto per essere suddiviso e venduto. Ma non è finita qui. Dieci dosi già confezionate, pronte per l’acquirente più affamato, si trovano a pochi passi, insieme a bustine e involucri di ogni tipo.
La perquisizione prosegue e i bilancini di precisione, strumenti del mestiere, sono la ciliegina sulla torta di un’operazione che ha lasciato il segno nel quartiere. “Questa è solo la punta dell’iceberg”, afferma un altro carabiniere con sguardo determinato.
Con il materiale sequestrato e le prove inconfutabili, De Luca non può più restare agli arresti domiciliari. I carabinieri lo arrestano e lo portano nel carcere di Poggioreale. La questione della droga a Castellammare è tutt’altro che risolta.
Mentre le sirene si allontanano, la comunità si interroga: chi altri si nasconde dietro le porte chiuse dei palazzi e quali altri segreti ha ancora da svelare questa città? La lotta è appena all’inizio.