
Un verdetto che lascia senza parole. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna di Vincenzo La Gatta, l’imprenditore dell’aerospaziale coinvolto nell’omicidio di Giuseppe Di Marzo, un caso che sembrava già archiviato. È un colpo di scena che riapre un’intricata questione legale, affondando nel clima di violenza di quel fatidico 24 dicembre 2016 a Pomigliano d’Arco.
Il resort “Pietrabianca” era diventato il palcoscenico di una tragedia. La Gatta, in quel momento, intervenne per difendere l’amico Giuseppe Sassone da un’aggressione. Le parole di un testimone sono chiare: “Nessuno si aspettava che finisse così, in un attimo è successo tutto”. Da un’arma che l’industriale possedeva legalmente partì il colpo fatale, che raggiunse Di Marzo alla tempia, segnando un destino irreversibile.
Il percorso giudiziario si era rivelato un labirinto. Inizialmente condannato a 10 anni, La Gatta si era visto aumentare la pena a 14 anni dalla Corte d’Appello nel 2023. Un verdetto severo, reso necessario dalla richiesta della Procura, ma che ora è stato spazzato via dalle nuove decisioni dei giudici romani.
Durante l’udienza in Cassazione, gli avvocati Dario Vannetiello e Saverio Campana hanno messo in discussione la validità dell’impianto accusatorio. “Non c’era intenzione di uccidere, ma una reazione a una minaccia diretta”, hanno argomentato, rimarcando l’assoluta necessità di una legittima difesa. Questa nuova ricostruzione ha trovato favore tra i giudici, che ora richiederanno un riesame del caso presso una diversa sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli.
Nel distretto industriale vesuviano, la notizia ha sollevato un sospiro di sollievo. La Gatta è il volto di un’azienda storica che ha resistito per 120 anni, e la sua condanna avrebbe avuto conseguenze devastanti per centinaia di lavoratori. “Finalmente una buona notizia per tutti noi”, ha commentato un dipendente, evidente il sollievo nella voce.
Resta ora da capire quali motivazioni i giudici forniranno per questo annullamento. Napoli attende con il fiato sospeso il dibattito che ne seguirà. La battaglia legale di Vincenzo La Gatta non è finita: nuovi processi, nuovi interrogativi. E la città, sempre sul filo dell’attenzione, osserva. Che ripercussioni ci saranno su questo caso, ora che le carte del gioco si sono nuovamente mescolate?