
Un assalto lampo, una scena da film: il silenzio di Lavorate, un quartiere di Sarno, è stato squarciato ieri sera da un commando armato che ha colpito un distributore di carburante. La calma prima della tempesta è durata poco; intorno alle 20:00, quattro uomini armati hanno fatto irruzione, lasciando dietro di sé solo paura e smarrimento.
L’orario di chiusura era il loro alleato. Mentre i clienti abbandonavano il posto, i rapinatori, a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta, si sono diretti decisi verso il box ufficio. Con una pistola puntata al volto del titolare, l’hanno costretto a consegnare l’incasso giornaliero, stimato in diverse migliaia di euro. “È stato un attimo, sembrava di essere in un incubo,” ha commentato il gestore, visibilmente scosso dall’accaduto.
L’azione è stata fulminea. In pochi minuti, il gruppo è fuggito nelle campagne, svanendo nell’oscurità. Ma non c’è tempo da perdere: le indagini sono scattate immediatamente. Gli agenti del Commissariato di Polizia di Sarno, guidati dal vice questore Pio D’Amico, hanno già sequestrato le registrazioni delle telecamere di sorveglianza. Ogni fotogramma è ora sotto esame, dalla corporatura dei rapinatori all’abbigliamento, fino ai dettagli della vettura usata per la fuga.
“Ci sono elementi concreti che potrebbero portare a una svolta in tempi brevi,” rivelano fonti riservate. La tensione è palpabile nei corridoi del commissariato, dove si lavora alacremente per decifrare la traiettoria di fuga. Ma le indagini non riguardano solo l’assalto di ieri.
La paura dilaga anche nei comuni limitrofi. L’ipotesi più accreditata è che il raid di Lavorate sia opera della stessa banda che ha messo a segno colpi negli ultimi giorni nell’agro nocerino. Il modus operandi è lo stesso, così come il modello dell’auto. Le sue gesta hanno seminato panico: tre rapine in tre giorni, un crescendo di violenza e audacia che fa temere il peggio.
Mentre il gestore del distributore si riprende a fatica dal trauma, le forze dell’ordine sono in allerta. Si fa sempre più concreta l’ombra di un “commando della Giulietta”, una banda che colpisce con precisione, per poi scomparire nel nulla. Qual è il prossimo bersaglio di questa violenza? La comunità è in attesa, con il fiato sospeso.