In Campania, il rischio idrogeologico è una realtà che non si può più ignorare, ma la politica continua a celarsi dietro a proclami privi di sostanza. La denuncia di Bicchielli (FI) non è solo un lamento, ma un grido d’allerta. “In Campania più annunci che interventi”, ha dichiarato, e ha ragione; quanto tempo ancora dovremo aspettare per vedere azioni concrete?
La questione ambientale qui è drammatica, e l’assegnazione di due milioni di euro per combattere i roghi nella Terra dei fuochi è solo un palliativo, un modo per placare le coscienze di chi spera che la emergenza venga affrontata. Ma non basta assumere nuovi agenti per affrontare un problema così complesso. Le radici della violenza ambientale e della mala gestione sono profonde, e richiedono approcci ben più ambiziosi e coerenti.
Cosa serve allora? Un cambio di paradigma. Non si può più fare affidamento su campagne elettorali che promettono mari e monti e sui post-it dei politici. Serve una visione strategica. Serve un impegno reale a combattere non solo gli incendi, ma anche l’indifferenza e l’inefficienza. Ma siamo pronti a esigere di più? O preferiamo continuare a subire il caos che ci circonda?