Caccia al traditore nel caos di Castellammare: chi ha segnalato il corriere degli iPhone?

Caccia al traditore nel caos di Castellammare: chi ha segnalato il corriere degli iPhone?

A Castellammare, il 18 settembre 2024, si è consumata una rapina che lascia senza parole. Quattro uomini, travestiti da tutori dell’ordine, hanno trasformato un banalissimo mercoledì di consegne in un’autentica operazione da film, portando via un carico di iPhone 16 dal valore di 2,5 milioni di euro.

Il bersaglio? Non banconote, ma “l’oro di Cupertino”. Quel pomeriggio, un furgone Doblò Maxi, carico di elettronica pregiata, stava per arrivare a un megastore di Castellammare di Stabia quando una Ford Puma ha bloccato la strada, tagliando ogni via di fuga. Quattro rapinatori, mascherati e armati, hanno utilizzato una paletta d’ordinanza per fermare il conducente: “Carabinieri, accosta!”, hanno gridato, ghiacciando il sangue nelle vene del corriere, reso ostaggio in un attimo.

L’autista, strattonato e placcato, è stato gettato sui sedili posteriori della vettura dei banditi, mentre uno di loro si è messo alla guida del Doblò. Il furgone è sparito rapidamente, lasciando dietro di sé una zona industriale ora deserta e inquietante. Solo ore dopo, l’ostaggio sarebbe stato liberato nelle campagne di Casalnuovo, stordito ma illeso.

Le indagini, guidate dai Carabinieri della Compagnia di Castellammare e dal capitano Giuseppe De Lisa, hanno portato all’identificazione dei membri della banda. I veterani del crimine Alfredo e Antonio Migliaccio, Michele Murolo e il 76enne Romeo Romano sono ora sotto arresto, ma la vera domanda resta: chi ha fornito loro informazioni così dettagliate?

Il Gip Emanuela Cozzitorto scruta l’inchiesta con attenzione. “Un colpo di questa portata non potrebbe mai avvenire senza un ‘basista’,” affermano gli investigatori. Qualcuno sapeva esattamente cosa trasportava il furgone, il suo percorso, persino l’orario di partenza. Altre due persone sono sotto esame: una, indagata a piede libero, è sospettata di aver pianificato il colpo, mentre l’altra è il collegamento con il mercato nero, in cerca di un ricettatore.

I Carabinieri, durante le perquisizioni post-rapina, hanno rinvenuto anche un vero arsenale: 140mila euro in contanti, 11 kg di cocaina purissima e pistole. Non solo un furto, ma un intero sistema criminale, ben radicato e pericoloso, pronto a colpire nuovamente.

Le telecamere di sorveglianza hanno immortalato i rapinatori, ma i tabulati telefonici e i pedinamenti rivelano una trama più complessa: una settimana di sorveglianze, ombre che monitoravano il megastore, in attesa del momento giusto per colpire. E allora, la domanda sorge poderosa: chi ha tradito? Gli occhi sono ora puntati su Castellammare, dove la paura e l’incertezza regnano sovrane.

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