Si chiude con un colpo di scena il processo che ha tenuto con il fiato sospeso Benevento. Due imprenditori, Valerio Fragnito e Cosimo Tresca, entrambi sanniti, sono stati prosciolti dall’accusa di frode fiscale per un ammontare che rasentava i 400 mila euro. Una vicenda intricata, che ha messo in luce le manovre oscure attuabili nel mondo dell’imprenditoria.
“Non ci sono prove sufficienti per procedere,” ha dichiarato il giudice, lasciando sbigottiti molti nel tribunale. I nomi di Fragnito e Tresca erano emersi con forza nel maggio 2022, quando scattavano i primi sequestri di beni e misure interdittive che avevano schierato le forze dell’ordine in un’operazione a largo raggio.
Accusati di aver orchestrato una rete fitta di operazioni mirate a evadere il fisco, i due avrebbero addirittura simulato lo spostamento della loro sede in Bulgaria, per rendere vani i tentativi di riscossione in Italia. Le indagini si snodano in un contesto più ampio, dove diverse aziende italiane sembrerebbero aver trovato rifugio all’estero, in città come Sofia e Plovdiv, per sfuggire a controlli e vincoli burocratici.
Tuttavia, il castello accusatorio si è sgretolato. Il Tribunale ha riscontrato lacune significative nel quadro probatorio, lasciando aperte le domande su quanto possa accadere oltre i confini del legale. Un finale che certo non lascia indifferenti, mentre resta da chiedersi: quanti altri imprenditori navigano nell’ombra di pratiche simili? La risposta è forse più vicina di quanto si possa immaginare.