Un ex operaio di Pozzuoli scrive la propria storia dopo anni di battaglie legali contro l’amianto che ha segnato la sua vita. La sentenza del Tribunale del lavoro di Napoli segna una svolta decisiva: l’Inps dovrà ricalcolare la sua pensione tenendo conto della malattia professionale legata all’esposizione alle fibre tossiche, un passo che potrebbe cambiare le sorti di molti.
Claudio Lo Moriello, con vent’anni trascorsi nello stabilimento Gecom, ha vissuto un vero incubo. “Ho lavorato in un ambiente in cui respiravo polveri e fibre senza nemmeno sapere quanto fossero pericolose,” racconta. Le sue parole risuonano come un grido di liberazione dopo anni di silenzio e sofferenza. La sentenza, di per sé, riconosce che anche una volta in pensione ci si può mettere in discussione il diritto ai benefici previdenziali, se emergono nuovi elementi, come la certificazione di malattia.
Il percorso giuridico di Lo Moriello non è stato semplice. Inizialmente, alcuni operai della Gecom avevano visto riconosciuti i loro diritti, ma in appello la situazione era cambiata: le agevolazioni erano state revocate e alcuni di loro si sono trovati a dover restituire somme già percepite. “Una vera ingiustizia,” sottolinea un collega di Claudio, visibilmente preoccupato per le conseguenze di queste decisioni sull’intera comunità di lavoratori.
Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e avvocato di Lo Moriello, afferma con convinzione: “Questa sentenza è una vittoria per tutti gli operai esposti a quella fibra killer.” Sottolinea l’importanza della decisione, che non solo riporta giustizia a Claudio, ma potrebbe porsi come un precedente per altri lavoratori.
Tuttavia, il timore resta. In molti si chiedono se questa sia davvero la fine di una battaglia o solo l’inizio di un’altra fase. L’auspicio è che la sentenza di Napoli possa servire da esempio per altri operai della Gecom e per chiunque abbia subito danni da amianto. Ma ci si interroga seriamente: la giustizia è davvero a portata di mano o rimarrà solo una chimera per chi continua a vivere in silenzio?