America’s Cup Napoli, caos a Bagnoli: “Ci sentiamo in ostaggio, fermate i lavori!”

America’s Cup Napoli, caos a Bagnoli: “Ci sentiamo in ostaggio, fermate i lavori!”

Non c’è pace per gli abitanti di Bagnoli, scossi dai lavori nell’ex area Italsider per la Coppa America di Vela del 2027. Il 2 febbraio, i dati dell’Arpac hanno confermato i timori di molti: i livelli di PM10 hanno raggiunto il doppio del limite consentito, sorpassando i 112 µg/m³. Per gli abitanti, già stanchi dell’inquinamento dell’ex Ilva, questa notizia è il colpo di grazia.

“La concentrazione di particolato oltre i limiti – afferma il dottor Paolo Fierro di Medicina Democratica – irrita le vie aeree e può veicolare sostanze cancerogene”. E mentre l’Arpac si limita a monitorare alcune sostanze, molti temono che i problemi siano ben più gravi di quanto riportato. I residenti, dopo anni di lotta contro inquinamento e bradisismo, chiedono un’immediata interruzione dei lavori, convinti che la loro salute sia in gioco.

Già alle prime luci dell’alba, una nebbia gialla avvolge la zona. I camion sbuffano e si affrettano, percorrendo le strade di Bagnoli e rimbombando nei palazzi di via Cocchia, come scosse di terremoto, racconta Pina, un’anziana del quartiere. “Abbiamo creduto che fossero state le scosse, così forti erano i colpi – dice con un velo di preoccupazione – non dormo più, passano anche di notte”.

Ma Bagnoli non è l’unico punto caldo. Il Rione Terra di Pozzuoli, un tempo fulcro della vita cittadina, è ora al centro dei piani della Coppa America. “Dopo anni di richieste, quel luogo ci viene sottratto per fare spazio a lussuosi alloggi”, denuncia Nicola Fumo, attivista. La nostalgia per un passato che potrebbe tornare vive tra gli abitanti, delusi dal fatto che i palazzi ristrutturati non torneranno mai a essere case, ma diventeranno un albergo per i team di vela.

La protesta si intensifica. I cittadini di Bagnoli e Coroglio si mobilitano, bloccando i camion e promettendo battaglie future. Walter Iannuzzi, un attivista, lancia un appello alla città: “Vogliamo un’alternativa sostenibile che risponda alle esigenze reali dei cittadini, per costruire il futuro di Bagnoli insieme”. Ma in un clima di tensione crescente, le domande rimangono: chi ascolterà le loro voci? Quale futuro accoglierà questi quartieri storici in tumulto?

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