All’alba di oggi, un’operazione dei Carabinieri della Compagnia di Napoli Vomero ha scosso il capoluogo campano: 10 persone arrestate, un mercato nero milionario smantellato. Sullo sfondo, il dramma di malati oncologici vittime di un sistema senza scrupoli, alimentato da furti di farmaci antitumorali salvavita.
Le indagini, condotte dalla VII Sezione “Sicurezza Urbana” della Procura di Napoli, hanno rivelato una rete criminale ben organizada che operava in diverse città, da Napoli a Melito, fino a Catania. «Abbiamo colpito un’operazione che toccava il cuore della salute pubblica», ha dichiarato un ufficiale dei Carabinieri. E non si tratta di un semplice furto: questa banda si muoveva con la precisione di un’operazione militare.
Il modus operandi era agghiacciante. Farmacie ospedaliere, sole autorizzate a conservare quei medicinali, venivano scelte dopo minuziosi sopralluoghi. Le “batterie” operavano con vetture a noleggio e comunicazioni riservate. Ma il fattore decisivo? Un basista tra le fila di una società di vigilanza che, silenziosamente, garantiva informazioni vitali. La guardia giurata data in arresto ha scosso ulteriormente il già fragile tessuto della sicurezza.
E i numeri sono impressionanti. Solo al Policlinico Universitario “Federico II”, tra maggio e dicembre 2024, i ladri hanno sottratto farmaci per un valore di circa 3,5 milioni di euro. A questi va aggiunto un milione di euro di medicinali trafugati in un colpo mirato all’Asl Napoli 1 Centro. Ma il vero allarme non riguarda solo il valore economico: i ladri ignoravano completamente i protocolli di conservazione. I farmaci, trasportati in condizioni non idonee, diventavano così potenzialmente mortali.
In questo scenario da incubo, i malati si trovano a fare affidamento su sostanze compromesse, vendute su mercati neri rischiosi. La Procura, ora, indaga ulteriormente, con altri soggetti implicati e indagati a piede libero. Le domande si accumulano e l’attenzione resta alta: quanto è profondo il marcio nel sistema sanitario? E chi sono davvero i veri colpevoli in questa intricata rete di sfruttamento?