Un nuovo incubo digitale sta crescendo tra le chat di WhatsApp e Telegram, e Napoli non è esente dal dramma. “Non è più una semplice truffa, è un film dell’orrore”, avverte un consumatore spaventato, mentre il Codacons lancia un grido d’allerta. Protagonisti di questa storia non sono virus informatici, ma sofisticati sistemi di empatia artificiale.
Immaginate una frizzante mattina nel centro storico, piazza del Gesù Pull, i turisti affollati e in lontananza un giovane che si distrae a chattare. Il suo schermo si illumina: “Ciao, sei tu?” È solo l’inizio di una trappola insidiosa. Da quell’incontro virtuale innocente, si innesca un protocollo di social engineering che potenzialmente può derubare anche chi crede di avere le antenne alzate.
Magari l’interlocutore si presenta come una giovane donna dall’aria inoffensiva o un professionista esperto. “Parlano con te come se fossero amici di una vita”, spiega un’esperta del settore. Ma il vero inganno è più profondo: dietro i profili impeccabili si nascondono chatbot capaci di gestire migliaia di conversazioni, adattando il linguaggio per sembrare autentici e collezionando pezzo dopo pezzo le informazioni sulla vittima.
La pazienza è il cuore della truffa. Le vittime, nel calore di una confidenza costruita a tavolino, iniziano a fidarsi. Solo dopo giorni di conversazioni, arriva la proposta: “Investimenti facili e sicuri” in trading online o criptovalute. “Le interfacce di investimento sono trappole ben costruite”, avverte il Codacons. Grafici in crescita e portafogli che esplodono sembrano convincere anche i più scettici.
Ma l’illusione svanisce nel momento in cui si cerca di ritirare i guadagni. Appaiono le richieste di ulteriori pagamenti: “tasse”, “commissioni”, “costi di sblocco”. Un’amara sorpresa, dopo l’ultimo versamento, l’ignaro investitore si trova senza soldi e senza alcuna possibilità di recuperare il maltolto. “È il colpo di grazia”, commenta un investigatore privato che seguendo casi simili ha visto finire in miseria tantissime famiglie.
Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale del Codacons, non ha dubbi: “Stiamo assistendo a un’evoluzione inquietante. Le organizzazioni criminali ora possono sfruttare livelli di sofisticazione mai visti prima. Invitiamo tutti a non fidarsi di promesse di guadagni facili.” Un avviso che risuona forte, specialmente in una città come Napoli, dove il legame umano è prezioso, ma vulnerabile.
La domanda rimane: quanto ci vorrà prima che questa nuova frontiera del crimine venga fermata? E gli utenti sono davvero pronti a difendersi da questi inganni invisibili? La storia continua, e i commenti dei lettori potrebbero rivelare esperienze e strategie per affrontare un pericolo che si annida nel quotidiano.