Petardo in campo durante Cremonese-Inter: ultras di 19 anni ai domiciliari
Un ultras dell’Inter di 19 anni è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari per aver lanciato un petardo dagli spalti dello stadio Giovanni Zini di Cremona, durante la partita di calcio tra Cremonese e Inter disputata domenica scorsa. L’ordigno è esploso vicino al portiere Emil Audero, interrompendo l’incontro e attirando l’attenzione della magistratura.
La giudice per le indagini preliminari di Milano, Giulia Marozzi, ha convalidato l’arresto eseguito in flagranza differita dalla Digos, coordinata dal pubblico ministero Francesco Cajani. Secondo le motivazioni fornite dalla gip, il gesto ha rappresentato “un grave pericolo per l’incolumità dei giocatori e delle altre persone presenti”, oltre a un rischio di reiterazione del reato a causa dell'”incapacità di contenere i propri impulsi”.
Gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Cremona per incompetenza territoriale, come indicato dalla stessa giudice. L’ipotesi di reato contestata è il lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive, aggravato dall’interruzione della partita.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il giovane – vicino al gruppo ultras Viking – avrebbe procurato a Napoli circa trenta petardi simili a quello utilizzato. Gli accertamenti hanno anche rivelato un precedente deferimento per spaccio, elemento valutato per la pericolosità sociale del soggetto.
Durante l’interrogatorio di convalida, il 19enne ha ammesso le proprie responsabilità, definendo l’oggetto “un semplice petardo” e non una bomba carta. Ha espresso pentimento, dichiarando: “Non avevo intenzione di colpire il portiere o fare male a qualcuno”, come riportato dai verbali. La difesa, rappresentata dall’avvocato Mirko Perlino, ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame per l’annullamento della misura cautelare, sottolineando la giovane età del ragazzo, la sua incensuratezza e il “buon comportamento processuale”. Il legale ha inoltre contestato che l’imputazione non preveda tipicamente misure cautelari.
Le indagini proseguono sotto la Procura di Cremona, con gli inquirenti che valuteranno ulteriori sviluppi in base all’esito del ricorso e alle verifiche sulle responsabilità. Non sono stati segnalati altri fermi al momento.