Allerta a Secondigliano: un tredicenne porta un oggetto pericoloso a scuola
Napoli – È scattato l’allerta all’istituto comprensivo Savio-Alfieri di Secondigliano dopo la scoperta di un oggetto pericoloso in possesso di un alunno di tredici anni. La dirigente scolastica ha immediatamente contattato i carabinieri, attivando la procedura di sicurezza prevista in tali circostanze. L’episodio si è verificato durante una lezione, all’interno della scuola che accoglie studenti di età compresa tra i dieci e i quattordici anni.
L’attenzione del personale scolastico rimane alta, nonostante le campagne di sensibilizzazione e le misure preventive adottate. «Contano anche gli occhi esperti di chi vive ogni giorno i banchi di scuola», ha dichiarato un rappresentante della dirigenza.
La scoperta in aula: un congegno insidioso
Durante una normale lezione di matematica, la docente e l’insegnante di sostegno hanno notato lo studente mentre estraeva dallo zaino quello che sembrava un normale pennarello o una biro. Tuttavia, l’oggetto si è rivelato essere un tubicino di plastica con all’estremità una lama da taglierino, coperta da un tappo per penna. Si tratta di una lama di ricambio n. 11, comune negli utensili da taglio di precisione.
In seguito a questa scoperta, la dirigente ha convocato un consiglio straordinario. I genitori del ragazzo sono stati avvisati e è stato avviato un procedimento disciplinare interno.
Intervento dei carabinieri e implicazioni legali
I carabinieri della stazione locale hanno sequestrato l’oggetto e segnalato i genitori dell’alunno all’autorità giudiziaria, informando anche la Procura per i minorenni. Questo episodio suscita preoccupazione, in quanto evidenzia la presenza di armi, per quanto rudimentali, tra giovani così piccoli all’interno di un ambiente scolastico.
Un fenomeno in crescita tra i giovanissimi
Non si tratta di un caso isolato: negli ultimi anni sono stati registrati diversi episodi di possesso di coltelli e oggetti taglienti tra adolescenti e preadolescenti. Le motivazioni dietro questa tendenza variano dall’emulazione di modelli violenti sui social alle dinamiche di bullismo, fino alla percezione di insicurezza nelle aree urbane. In questo contesto, la presenza di armi bianche, anche artigianalmente costruite, diventa un simbolo identitario o uno strumento di difesa.
Debate sull’uso di metal detector nelle scuole
La situazione riaccende il dibattito sui controlli di sicurezza all’ingresso degli istituti scolastici. L’introduzione di metal detector, già adottati in alcune realtà italiane, crea un confronto tra chi vede in tali strumenti una misura di prevenzione e chi considera questa pratica come un segnale di emergenza strutturale.
Da un lato, i metal detector potrebbero contribuire a prevenire tragedie, intercettando armi prima che entrino negli edifici scolastici, dall’altro, la loro diffusione evidenzia un mutamento profondo: le scuole si trovano a dover affrontare rischi precedentemente estranei ai loro spazi.
Necessità di un approccio integrato alla sicurezza
L’episodio di Secondigliano mette in luce che nessuna singola misura di sicurezza è sufficiente. Sono indispensabili campagne educative, vigilanza costante da parte del personale scolastico e, quando necessario, controlli adeguati. Una prevenzione efficace dovrebbe mirare a un sistema integrato che includa educazione alla legalità, attenzione ai segnali di disagio e collaborazione tra scuola, famiglia e forze dell’ordine.
Conclusioni: la scuola come spazio sicuro
L’immagine di una lama nascosta in un oggetto scolastico quotidiano pone una domanda cruciale: fino a che punto la scuola deve trasformarsi per continuare a garantire un ambiente sicuro per i propri studenti? Le indagini continuano, mentre le autorità competenti esplorano ulteriori sviluppi della questione.
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