Trapianto contestato al Monaldi: “Cuore di Domenico espiantato prima dell’arrivo del donatore”

Trapianto contestato al Monaldi: “Cuore di Domenico espiantato prima dell’arrivo del donatore”

Napoli piange Domenico: un tragedia che non possiamo ignorare

Cittadini di Napoli, l’amarezza che ci pervade oggi è palpabile e il dolore si fa sentire come un pugno nello stomaco. La storia del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di pochi anni tragicamente morto dopo un trapianto fallito all’ospedale Monaldi, va ben oltre le pagine della cronaca. È una ferita aperta che squarcia il cuore della nostra comunità, un dolore che stravolge la quotidianità di chi ama profondamente questa città.

Il 23 dicembre scorso, mentre Napoli si preparava ad accogliere il Natale, la vita del piccolo Domenico è stata spezzata. Secondo il racconto del legale della famiglia, Francesco Petruzzi, il cuore del bimbo sarebbe stato espiantato pochi minuti prima che arrivasse il nuovo organo, precipitando la situazione in un calvario senza ritorno. La tempistica fatale, con l’espianto avvenuto alle 14:18 e l’arrivo del cuore nuovo previsto solo per le 14:30, viene messa in discussione dal legale e dalla madre Patrizia, in un crescendo di tensione e angoscia che fa eco alle preoccupazioni di molti napoletani. La scheda del tracciato di circolazione extracorporea, che potrebbe confermare la denuncia del legale, non sarebbe stata trovata, gettando un’ombra inquietante su un caso già di per sé drammatico.

Ma, tra i cittadini, cresce la frustrazione e la delusione. Molti si chiedono: come è potuto accadere un simile errore in un ospedale che dovrebbe rappresentare l’eccellenza della sanità napoletana? Perché un piccolo, innocente bambino ha dovuto subire un calvario così atroce? È in gioco la vita e la salute delle nostre famiglie, eppure si ha l’impressione che troppo spesso la burocrazia e l’inefficienza prevalgano su un diritto sacrosanto: quello alla salute.

Il Monaldi, uno degli ospedali più importanti della nostra città, si trova oggi al centro di una polemica che ferisce profondamente l’orgoglio dei napoletani. In molti provano rabbia e indignazione: la nostra Napoli, gi già schiacciata da stereotipi negativi, viene ancora una volta colpita da una narrazione che non fa altro che alimentare un’immagine distorta e ingiusta. La verità è che i cittadini onesti, quelli che ogni giorno lottano per una vita migliore, sono i primi a pagare le conseguenze di simili tragedie.

Ogni volta che una storia come quella di Domenico emerge, viene messa in discussione non solo la competenza del sistema sanitario, ma anche la dignità e la resilienza di una città che non si arrende mai. Questa vicenda non deve diventare solo un triste caso da archiviare. Troppi, tra noi, sono i genitori e le famiglie che temono per la salute dei propri cari. È fondamentale chiedere chiarezza e giustizia, perché non si tratta solamente di un “errore” qualsiasi, ma della vita di un bambino che non tornerà mai più.

La chiusura di questo capitolo deve essere una rivendicazione di diritti, un appello a tutti noi per unirci in un coro di indignazione e di richiesta di risposte. Dobbiamo essere noi stessi a tutelare la nostra Napoli, a difenderla da chi, con leggerezza e indifferenza, accetta che il dolore e la sofferenza diventino quotidianità. È il momento di parlare e di farci sentire. Come cittadini, ci uniamo in una sola voce: non accetteremo un sistema che mette in discussione il futuro dei nostri bambini. La lotta per la giustizia è anche la lotta per l’onore di Napoli.

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