Tragico epilogo per Domenico, il bambino di due anni ricoverato al Monaldi di Napoli
Napoli – Un destino infausto quello di Domenico, un bambino di due anni e quattro mesi, ricoverato presso l’ospedale Monaldi di Napoli. Dopo cinquantasette giorni di attesa e sofferenza, un’equipe di esperti ha comunicato che il piccolo non è più operabile. Le sue condizioni attuali non consentono un secondo trapianto di cuore, rendendo vani ulteriori tentativi chirurgici.
La notizia è giunta al termine di un incontro tra i massimi specialisti della cardiochirurgia pediatrica italiana. Secondo l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, «la mamma è rassegnata all’idea che il figlio non ce la farà», con un parere condiviso dagli esperti presenti.
Il verdetto negativo ha segnato anche la sorte di un cuore pediatrico recentemente reso disponibile, il quale verrà ora destinato ad altri bambini in lista d’urgenza. Un paradosso drammatico: l’organo esiste, ma il corpo di Domenico non è in grado di accoglierlo.
La famiglia del bambino si prepara ora a una battaglia legale. Domenico era stato ricoverato in terapia intensiva il 23 dicembre dopo un trapianto di cuore che si rivelò difettoso già in fase di espianto. Questo errore aveva innescato una serie di complicazioni. «Chiediamo le cartelle cliniche per analizzarle con i nostri consulenti», afferma l’avvocato Petruzzi, chiedendo maggiori spiegazioni sulla gestione del caso da parte dell’ospedale.
Il tragico evento ha suscitato un grave interesse istituzionale. Il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha incontrato la madre del piccolo al Monaldi, offrendo scuse a nome delle istituzioni e promettendo che le responsabilità non saranno ignorate. «Ho attivato i poteri ispettivi», ha dichiarato Fico, confermando l’invio di un dossier di 290 pagine al Ministro della Salute, Orazio Schillaci. Ispettori ministeriali hanno già avviato indagini in collaborazione con la Procura riguardo il primo intervento fallimentare.
Il Ministro Schillaci ha espresso solidarietà ai genitori, sottolineando l’importanza di chiarire quanto accaduto il 23 dicembre. La ricerca della verità è ora nelle mani della politica e della magistratura, mentre in un reparto del Monaldi, una madre resta accanto a un figlio che, pur non avendo chiuso gli occhi, vede il futuro scolorire.
L’andamento delle indagini e i possibili sviluppi legali saranno seguiti con attenzione.