Totò Savio, Un Maestro della Canzone Italiana
Gaetano Savio, comunemente noto come Totò, è stato un influente compositore e musicista italiano, la cui carriera ha segnato in modo indelebile la musica del Novecento. Nato a Napoli il 18 novembre 1937, Savio ha trascorso la sua vita artistica tra collaborazioni di prestigio e contributi significativi alla canzone italiana, fino alla sua scomparsa avvenuta a Roma il 25 luglio 2004.
Fin da bambino, Savio si è mostrato dotato di un talento eccezionale. All’età di sei anni, inizia a suonare la chitarra e, a dodici, si esibisce già in pubblico. La sua carriera decolla nel 1955, quando entra a far parte del famoso quartetto di Marino Marini, che lo porta a esibirsi in Europa e Africa, calcando palcoscenici di prestigio come l’Olympia di Parigi e la Carnegie Hall di New York. In queste occasioni, Savio ha l’opportunità di entrare in contatto con diverse culture musicali.
Durante una tournée, incontra Jacqueline Schweitzer, cantante francese con cui sposa nel 1963. Insieme, decidono di intraprendere un progetto musicale comune, che segna l’inizio della carriera solista e autoriale di Savio.
Il vero apice della carriera di Totò Savio si verifica negli anni Sessanta, quando compone uno dei suoi brani più noti, “Cuore matto”, interpretato da Little Tony e che ottiene un grande successo commerciale. Successivamente collabora con artisti di spicco, scrivendo classici come “Vent’anni” e “Erba di casa mia” per Massimo Ranieri, “Lady Barbara” per Renato dei Profeti, e “Maledetta primavera” per Loretta Goggi, tra gli altri.
Oltre alla sua carriera come autore, Savio si distingue anche come arrangiatore e produttore, dirigendo l’orchestra per diverse trasmissioni RAI negli anni Ottanta, contribuendo in modo sostanziale all’evoluzione della musica televisiva italiana.
Nel 1971, Savio fonda gli Squallor, insieme a Daniele Pace, Giancarlo Bigazzi e Alfredo Cerruti. Il gruppo si caratterizza per testi provocatori e una forte dose di ironia, diventando un fenomeno di culto nonostante la censura e la scarsità di esibizioni dal vivo. La loro produzione discografica, che si estende fino al 1994, include album iconici.
La vita artistica di Savio è un mix di innovazione e sperimentazione. I suoi brani continuano a vivere in programmi televisivi e eventi che celebrano la sua eredità musicale. Negli anni Novanta, Savio deve affrontare gravi problemi di salute a causa di un tumore alla gola, che influiscono sulla sua attività musicale.
Il maestro muore nel 2004 all’età di 66 anni, ma la sua memoria continua a essere onorata. La moglie Jacqueline, attraverso la Fondazione “Jacqueline e Totò Savio”, promuove iniziative per preservare il suo lascito, organizzando eventi e premi dedicati al contributo di Savio alla cultura musicale italiana.
Le indagini e le celebrazioni in onore di Savio testimoniano l’impatto duraturo di un artista che ha saputo trascendere i confini della musica, lasciando un’influenza che perdura nel tempo.