Napoli: Tragedia sanitaria, il piccolo paziente non è più trapiantabile
Napoli – È giunta una notizia drammatica che segna un nuovo e triste capitolo per un bambino di appena due anni, ricoverato presso l’ospedale Monaldi. Dopo oltre cinquanta giorni di attesa, il parere negativo dell’ospedale Bambino Gesù di Roma ha dichiarato che il bambino non può più essere sottoposto a un nuovo trapianto. La famiglia, che aveva sperato in un consulto che potesse offrire una nuova speranza, ha ricevuto una conferma che segna la fine di un lungo calvario, come reso noto dall’avvocato Francesco Petruzzi durante la trasmissione “Mi manda Raitre”.
La situazione sanitaria, già complessa, si intreccia ora con un’inchiesta della Procura di Napoli, che sta indagando su presunti errori ed omissioni avvenuti durante la preparazione e il trasferimento dell’organo. Secondo le prime ricostruzioni, esisterebbero gravi negligenze nell’operazione di trapianto del cuore, che avrebbe dovuto salvare la vita del bambino.
Per risalire alle cause di questo tragico epilogo, è necessario tornare al 23 dicembre 2023, giorno in cui l’équipe medica del Monaldi ha ricevuto la notizia di un cuore disponibile a Bolzano. Tuttavia, le indagini rivelano che i medici sarebbero decollati senza il corretto contenitore per il trasporto dell’organo, il che ha sollevato domande inquietanti sulla modalità con cui è stato conservato durante il viaggio.
Sembra che l’organo sia stato trasportato utilizzando ghiaccio secco, una sostanza con temperature inferiori a -75 gradi, in grado di danneggiare gravemente i tessuti. Questo potrebbe spiegare perché, nonostante l’intervento, il cuore impiantato abbia causato gravissimi problemi al piccolo paziente, avviando un incubo clinico che ha portato all’attuale situazione.
L’inchiesta è condotta dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante e coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, supervisionati dal procuratore capo Nicola Gratteri. Recentemente, gli inquirenti hanno sequestrato il recipiente utilizzato per il trasporto del cuore, segnando un passo cruciale nella ricerca di risposte. Domande fondamentali emergono: quale tipo di contenitore è stato utilizzato? Era idoneo per il trasporto di un organo? Chi ha fornito il ghiaccio secco e qual è stata la procedura adottata?
Sei persone, tra cui medici e personale sanitario, risultano iscritte nel registro degli indagati. Le ipotesi di reato variano dall’omissione di atti d’ufficio a lesioni colpose, mentre le indagini continuano a svelare un quadro sempre più complesso.
In un risvolto inquietante, il 29 dicembre, pochi giorni dopo l’intervento, il cardiologo Giuseppe Limongelli ha rassegnato le dimissioni, un gesto che lascia presagire possibili rivelazioni. In un colloquio con “Repubblica”, il medico ha accennato di possedere informazioni rilevanti che potrebbero chiarire le circostanze del tragico errore.
La situazione ha spinto il Ministero della Salute ad inviare ispettori a Napoli e Bolzano per monitorare le procedure adottate. Anche la politica locale, attraverso le parole di Roberto Fico, ha sollecitato un’indagine approfondita per far luce su questa gravissima vicenda.
Le ripercussioni di quanto accaduto vanno oltre la tragedia individuale, poiché la sospensione del servizio trapianti presso il Monaldi rappresenta un grave colpo per la sanità del Mezzogiorno, rallentando le speranze di molte altre famiglie in attesa di un trapianto.
In attesa di sviluppi significativi, il pensiero è rivolto al bambino, il cui futuro è stato compromesso da un’organizzazione caratterizzata da evidenti mancanze e fretta. Le indagini proseguono, con la speranza che emergano verità in grado di prevenire simili tragedie in futuro.