Scampia: pentiti rivelano nuova reggenza Chalet Bakù tra faide e alleanze

Scampia: pentiti rivelano nuova reggenza Chalet Bakù tra faide e alleanze

Scampia, il ribaltamento di potere allo Chalet Bakù: dalle testimonianze dei collaboratori di giustizia emergono faide e alleanze

Napoli, area nord – Lo Chalet Bakù di Scampia, noto centro di spaccio, è stato teatro di un significativo cambio di controllo tra clan camorristici. Secondo l’ordinanza cautelare firmata dal gip Gabriella Logozzo del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), i fratelli Raia hanno assunto il comando della piazza, sostituendo i Notturmo. Gli eventi risalgono al periodo tra il 2017 e il 2020, culminando in arresti recenti che hanno coinvolto 15 esponenti del clan. Le ricostruzioni si basano sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Luigi Rignante e Salvatore Roselli.

Prima del 2017, lo Chalet Bakù era sotto il controllo di Raffaele Notturmo, fratello di Vincenzo e Gennaro. Secondo le dichiarazioni di Rignante, incluse nell’ordinanza, Notturmo gestiva la piazza in modo stabile. Il ribaltamento inizia con il rilascio dal carcere dei fratelli Raia – Costantino, Patrizio, Francesco e Antonio – tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019.

Inizialmente, i due gruppi tentano una coabitazione. Rignante riferisce che i Raia prendono il controllo del lato via Ghisleri (T/A), mentre i Notturmo mantengono il lato via Fratelli Cervi (T/B). Questa divisione, però, si rivela temporanea.

Il conflitto esplode per motivi legati alla gestione degli affari. Secondo Rignante, i Raia accusano Raffaele Notturmo di aver fallito nel mantenere i detenuti del clan e di una cattiva amministrazione, condotta dal figlio Nicola, poi ucciso. Tali accuse, come riportato nell’ordinanza, portano a un’escalation.

Con il sostegno degli Amato-Pagano e degli Abbinante, i Raia prendono il pieno controllo. Rignante descrive come Notturmo venga emarginato e confinato in casa, perdendo ogni ruolo. “Notturmo non ha più nessun ruolo”, afferma il collaboratore, indicando un isolamento fisico per paura di ritorsioni.

Le alleanze giocano un ruolo chiave. Rignante cita confidenze da Raffaele Abbinante, che definisce i Raia “parte della famiglia”. Questo legame, rafforzato da un matrimonio che unisce i Raia agli Abbinante, consolida la loro posizione. Nell’ordinanza, Rignante ricostruisce l’organigramma delle piazze di Scampia, collocando Bakù come centro strategico.

Il passaggio di consegne è descritto come “coatto”. Rignante, nel suo memoriale del 2021, spiega che i Raia, forti del loro numero e degli appoggi esterni, scalzano completamente i Notturmo. “Nel 2018-2019 iniziarono a saltare gli equilibri”, scrive, sottolineando la piena acquisizione del rione.

Salvatore Roselli, in un’altra serie di dichiarazioni, conferma la ricostruzione. Colloca gli eventi tra il 2018 e il 2019, affermando che i Raia e Armando Ciccarelli subentrano a Notturmo. Roselli attribuisce il cambio al mancato mantenimento dei detenuti e a comportamenti offensivi. “Gli Amato-Pagano decisero di metterlo da parte”, dichiara, aggiungendo di aver personalmente interceduto per evitare un omicidio.

I Raia operano come alleati autonomi. Secondo Roselli, non pagano quote agli Amato-Pagano ma mantengono obblighi, come sostenere i detenuti e rifornirsi preferibilmente da loro. Questa alleanza include supporto reciproco in caso di problemi.

Nel 2020, durante la pandemia, Patrizio e Costantino Raia, insieme a Ciccarelli, vengono arrestati in un’operazione antidroga. Roselli riferisce che Francesco Raia, detto Ciccio, assume la reggenza, ma in seguito subentrano nuovi figure come Diano Luigi, De Cicco Alessandro e Diano Gennaro. Questi, secondo le sue parole, “hanno tolto le mesate ai Raia”, citando debiti accumulati.

Lo Chalet Bakù non è l’unico sito coinvolto. Roselli menziona anche l’Oasi del Buon Pastore, usata come alternativa in caso di controlli delle forze dell’ordine. “In caso di serrati controlli, la piazza del Bakù veniva spostata nell’Oasi”, spiega, evidenziando una strategia di adattamento.

Un dettaglio personale emerge dalle dichiarazioni di Roselli: Francesco Raia avrebbe coperto le spese del funerale della madre del collaboratore nel 2021, un gesto interpretato come segno di prossimità e risorse economiche derivate dalle attività illecite.

Le indagini, basate sull’ordinanza della DDA e sulle testimonianze di Rignante e Roselli, hanno portato a 15 arresti. Al momento, le autorità continuano a esaminare le alleanze e i flussi finanziari, con possibili sviluppi legati a ulteriori testimonianze o operazioni sul territorio. Le forze dell’ordine, tra cui Carabinieri e Polizia, monitorano l’area per prevenire riorganizzazioni.

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