Richiesta di arresto per Zannini nell’inchiesta sull’appalto 118 a Caserta e legami con Bourelly

Richiesta di arresto per Zannini nell’inchiesta sull’appalto 118 a Caserta e legami con Bourelly

Caserta: Scandalo 118, Richiesta di Arresto per il Consigliere Regionale Giovanni Zannini

Caserta – La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha avanzato oggi una richiesta di arresto nei confronti del consigliere regionale Giovanni Zannini, in un’inchiesta che collega lo scandalo del servizio 118 esploso nel 2021, la controversa gara bandita dall’Asl nel 2023 e presunti favoritismi politici sulla formazione della commissione giudicatrice.

La questione centrale riguarda un appalto dal valore di oltre 21 milioni di euro, messo a bando nel 2023, e la gestione di relazioni tra associazioni del soccorso sanitario e vertici amministrativi. Gli investigatori stanno cercando di far luce sull’interesse politico nel condizionare i risultati di tale gara.

La prima parte della vicenda si collega agli arresti avvenuti il 22 febbraio 2021, quando i carabinieri del Nas hanno tratto in arresto il responsabile della Misericordia di Caivano, Cuono Puzone, insieme ad alcuni dipendenti dell’Asl di Caserta. I reati contestati includevano il mantenimento di un controllo irregolare sul servizio 118, attraverso relazioni privilegiate con esponenti della dirigenza sanitaria.

A seguito di questo scandalo, l’Asl aveva dichiarato di voler garantire una discontinuità nella gestione del servizio. Tuttavia, nel gennaio 2023, è stato pubblicato un nuovo avviso per la gara 118 che sembrerebbe riproporre un modello simile, con l’affidamento a enti del Terzo Settore, sostenuto dalla normativa che esclude tali procedure dai vincoli del Codice degli appalti.

La gara, suddivisa in quattro lotti, ha visto la Misericordia aggiudicarsi metà dei contratti, accanto agli enti Bourelly e Croce Bianca di Salerno. Indagini parallele legate alla gara dell’Asl Napoli 1 hanno sollevato dubbi sui legami tra le due associazioni coinvolte e la presenza di favoritismi.

Le intercettazioni condotte dai Nas hanno evidenziato la presenza di Zannini in un veicolo associato a un rappresentante di Bourelly, mentre seguiva gli sviluppi della gara. Le conversazioni rivelano una evidente partecipazione del consigliere alle dinamiche dell’appalto.

La richiesta di arresto, secondo quanto reso noto dalla Procura, include un’intercettazione in cui Zannini si informa con il direttore generale dell’Asl, Amedeo Blasotti, sui membri della commissione giudicatrice. Gli inquirenti ritengono tale richiesta come un possibile tentativo di interferenza in un procedimento amministrativo.

L’affidamento del servizio a enti del volontariato, pur sostenendo costi elevati, ha sollevato interrogativi sulla reale natura del lavoro che dovrebbe rimanere esclusivamente volontario. Sollevare dubbi su questa impostazione significa tornare alle criticità già emerse nel 2021.

La continua presenza di figure chiave nell’amministrazione sanitaria, come Blasotti e il dirigente Giuseppe Tarantino, anche dopo gli scandali, sottolinea la necessità di esaminare le relazioni tra politica e gestione sanitaria.

Le indagini attuali mostrano un inquietante legame tra le intercettazioni dei Nas e la richiesta di arresto di Zannini, confermando un’ipotesi di ingerenza politica al centro di un appalto sanitario cruciale per il territorio.

Con il passare del tempo, questo caso diventa sempre più complesso e riguarda non solo la storia di un singolo appalto, ma un intero sistema di relazioni tra associazioni, politica e amministrazione che ha il potere di influenzare il servizio di emergenza sanitaria nel territorio casertano.

Le autorità continuano a indagare, mentre si attendono sviluppi significativi nelle prossime settimane.

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