Omicidio Cesarano: Agguato nella Camorra Stabiese
Gragnano, 29 agosto 2023 – L’omicidio di Alfonso Cesarano, 34 anni, presunto ras del clan Di Martino, ha segnato un punto cruciale nella recente escalation di violenza che caratterizza l’area dei Monti Lattari e l’hinterland stabiese. La dinamica del delitto, avvenuta in pochi attimi, è stata interpretata dagli investigatori come un atto di matrice camorristica, intriso di conflitti interni tra gruppi criminali operanti sul territorio.
Pianificazione dell’Omicidio
Secondo quanto ricostruito dalla Direzione distrettuale antimafia (DDA), l’esecuzione sarebbe stata frutto di un’attenta pianificazione. Gli inquirenti riferiscono di una rete logistica e informativa mirata, di cui una donna avrebbe rivestito un ruolo fondamentale. Questa presunta basista sarebbe stata responsabile di monitorare i movimenti di Cesarano, fornendo indicazioni cruciali ai sicari.
Le modalità di preparazione dell’azione criminale sono state verificate tramite attività tecniche e analisi dei movimenti degli indagati, confermando la struttura organizzativa orchestrata per l’esecuzione dell’omicidio.
Le Indagini dell’Antimafia
Le indagini condotte dalla DDA hanno portato all’identificazione degli esecutori materiali del delitto e della donna accusata di supporto logistico. I magistrati hanno quindi contestato l’omicidio aggravato, ritenendolo parte integrante delle dinamiche associative e degli equilibri di potere nella criminalità organizzata locale.
Processi e Sviluppi
Recentemente, è stata richiesta l’istruttoria immediata per tre imputati: Rita Letizia Maugeri, Salvatore Bifulco e Aniello Mirante. Quest’ultimo ha recentemente deciso di diventare collaboratore di giustizia. I tre dovranno rispondere dell’accusa di omicidio aggravato dal metodo mafioso.
La prima udienza del processo è prevista per la prima metà di aprile 2024. Questo procedimento potrebbe fornire chiarimenti definitivi su uno degli agguati più salienti degli ultimi anni nella regione, mantenendo alta l’attenzione sulle dinamiche della camorra stabiese e i suoi riflessi sulla comunità locale.
La DDA continua a lavorare per far luce sui dettagli di questo caso, ritenuto di primaria importanza per la lotta alla criminalità organizzata.