Procida: Un mare di problemi e l’apatia che fa male a Napoli
Ieri, come una freccia che colpisce al cuore, la notizia del crollo di un costone alla Corricella di Procida ha fatto il giro della nostra amata Napoli. Aspettavamo solo l’ennesimo segnale che la fragilità della nostra terra è diventata una condizione quotidiana, ma questo è diverso. Questo è un richiamo a tutti noi, un grido silenzioso che molti napoletani non possono più ignorare.
La Corricella, con il suo blu profondo e le case colorate che sembrano affacciarsi sul mare con timida gioia, è un simbolo della bellezza e della resilienza della Campania. Ora, però, questo angolo incantevole è gettato nel caos. Il sindaco rassicura sulla mancanza di legami con i lavori in corso, ma tra i cittadini cresce l’amarezza. “E che dire allora dei problemi strutturali che affliggono l’isola e non solo? È una continua emergenza!” si lamentano in tanti. Quante volte abbiamo assistito a situazioni simili, dove la bellezza è minacciata dalla trascuratezza e dalla superficialità?
Spesso ci si dimentica che Napoli e le sue meraviglie non sono immobili. Ogni giorno, i napoletani vivono la realtà di una città che sembra dimenticata dalle istituzioni, mentre il nostro patrimonio va incontro a un degrado che ci fa arrabbiare e ci delude. I lavori di manutenzione, quando ci sono, sembrano più una maniera per mettere una toppa temporanea che una vera soluzione. Ma la vera domanda è: chi paga davvero il prezzo di questa apparente indifferenza? I cittadini onesti, i commercianti, quelli che con sudore e passione tengono in vita la tradizione e la cultura di Napoli.
Quello che è successo a Procida non è solo un crollo geologico, è un crollo nella nostra fiducia. È un segnale preoccupante che ci riporta a riflessioni su quanto le cose siano veramente cambiate. Siamo stanchi di essere il bersaglio di narrazioni negative che ci dipingono come il solito sud, il luogo di inefficienza e corruzione. Ma molti di noi, quelli che ogni giorno affrontano il traffico insostenibile, la spazzatura per strada e i segnali di abbandono, sanno che l’amore per Napoli è più forte delle ingiustizie che subiamo.
È tempo di far sentire la nostra voce. È tempo di alzare il velo sull’indifferenza. I cittadini non vogliono più essere silenziosi spettatori di una storia che parla di crolli e di devastazione, ma di protagonisti di un’anima napoletana che lotta per la sua bellezza e la sua dignità. Le autorità devono capire che la bellezza non si preserva da sola, ma ha bisogno di interventi costanti, di rispetto e di una visione lungimirante.
In un periodo in cui le disgrazie sembrano accumularsi, è fondamentale che si riaccenda il dibattito su cosa significa vivere a Napoli. Dobbiamo chiederci: vogliamo una città curata, amata dai suoi cittadini e rispettata da chi ci governa, o ci accontenteremo di essere sempre visti come una caricatura? Facciamoci sentire e prendiamo in mano il futuro della nostra Napoli. La storia di Procida ci ricorda che non possiamo permettere che la nostra bellezza cada nel dimenticatoio. Siamo napoletani, e non meritano questa indifferenza!