Napoli merita di più: la rabbia dei cittadini di fronte all’abbandono delle strade!

La Corruzione che Offende: I Napoletani Non Ci Stanno

Napoli, la mia adorata città, è afflitta da un male profondo che non sembra avere fine: la corruzione. Oggi, l’eco di questa piaga torna a farsi sentire con la notizia del consigliere Zannini, che ha dato spettacolo non in aula, ma in procura, dove invece di rispondere alle domande dei pubblici ministeri, ha scelto il silenzio. È inaccettabile! La nostra città merita di più, e i suoi cittadini onesti non possono continuare a pagare il prezzo di questi scandali.

La vicenda è chiara: un politico, che dovrebbe rappresentare e tutelare gli interessi della comunità, si trova a fronteggiare un’inchiesta. Un’inchiesta che, con ogni probabilità, non è solo un episodio isolato, ma un’altra pagina triste nella storia della nostra Napoli. Perché, tra le strade di questa meravigliosa città, cresce il sospetto che la mala amministrazione continui a fare il bello e il cattivo tempo, mentre noi, cittadini onesti, siamo costretti a subire le conseguenze.

In tanti provano rabbia e delusione, e non si può far finta di nulla. Le immagini di Napoli, belle e appassionanti come le nostre tradizioni, vengono macchiate da notizie che parlano di malaffare. Si dimentica, però, che dietro a ogni scandalo ci sono famiglie che lottano per un futuro migliore, per una città che non merita di essere vista soltanto attraverso il filtro negativo della corruzione.

Molti napoletani si chiedono: dove sono finiti i nostri rappresentanti? Dove sono quelli che si sono impegnati a lavorare per il bene comune? Le promesse svaniscono come fumi di sigaretta, mentre il cittadino comune continua a vivere nella precarietà e nell’incertezza. Come se non bastasse la crisi economica, ora dobbiamo affrontare anche l’inefficienza e la mancanza di rispetto da parte di chi, nella pubblica amministrazione, dovrebbe servire il popolo e rispondere delle proprie azioni.

Non possiamo permettere che il nostro orgoglio venga calpestato così. Napoli è storia, cultura, bellezza e passione; non pellegrini di una terra di malaffare. È tempo di riappropriarsi della voce, di unire i cuori e le mani. Non possiamo rimanere in silenzio. La nostra indignazione deve farsi sentire, deve risuonare tra le strade di Spaccanapoli, nei mercati di Porta Nolana, tra i vicoli di Chiaia. Il nostro grido di giustizia non può rimanere inascoltato.

Gli appuntamenti con la giustizia non devono diventare uno spettacolo, né tanto meno un modo per sfuggire alle responsabilità. Siamo stanchi di vedere i nostri rappresentanti svanire nel nulla anziché affrontare le loro colpe. Gli onesti non possono continuare a pagare per i trasgressori, mentre i chiacchieroni e i disonesti fanno la festa.

Cittadini, è giunto il momento di agire. Dobbiamo chiedere trasparenza, responsabilità e, soprattutto, una verità che non faccia sorgere ulteriori dubbi. In tante case napoletane, cresce l’amarezza e il terrorismo psicologico di una città che non riesce a liberarsi dal passato. È ora di affrontare la situazione; è ora di difendere Napoli da narrazioni negative e stereotipate che non le rendono giustizia.

La corruzione ferisce profondamente la nostra identità, ma uniti possiamo ricostruire, rialzarci e gridare con la forza che contraddistingue il nostro popolo: Napoli vale di più, e lo dimostreremo!

Fonte

Casoria, arrestato sicario del clan Moccia per il controllo della droga tra i “reduci”